Il Cinema Italiano Perde una Voce Autorevole
Il 9 gennaio è morto Filippo Ascione, regista, sceneggiatore, produttore e voce autorevole del cinema italiano. Aveva 71 anni. Era originario di Cariati, paese al quale era profondamente legato e dove amava tornare spesso per ritrovare le sue radici e i suoi affetti. La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per il panorama cinematografico nazionale, poiché Ascione ha attraversato oltre quattro decenni di storia del grande schermo italiano, lavorando spesso lontano dai riflettori ma lasciando un’impronta indelebile.
Una Carriera al Fianco dei Grandi Maestri
Filippo Ascione è stato sceneggiatore, produttore e collaboratore di Federico Fellini, con il quale lavorò in qualità di assistente alla regia negli anni ’80. Nel corso della sua proficua carriera, ha contribuito a numerose opere cinematografiche, con registi come Federico Fellini, Carlo Verdone, Sergio Rubini, Carmine Amoroso, Luca Verdone, Christian De Sica e Giulio Base.
Tra i film da lui sceneggiati ricordiamo La stazione (Premio David di Donatello per la migliore sceneggiatura), Stasera a casa di Alice, La bocca, Faccione, Il conte Max, Al lupo al lupo (Nastro d’Argento per il miglior soggetto originale), La bionda L’orso di peluche, Prestazione straordinaria, Il viaggio della sposa, Un paradiso di bugie, La bomba e Cover Boy – L’ultima rivoluzione. Negli anni ’90 ha ricoperto ruoli di vertice all’interno della Penta Film, la storica società nata dall’unione tra Cecchi Gori e Berlusconi Communications, contribuendo a definire le strategie produttive di una stagione fondamentale per il mercato audiovisivo nazionale.
Un Figlio Illustre della Calabria
Il sindaco di Cariati, Cataldo Minò, ha espresso il cordoglio della comunità locale: “Con la scomparsa di Filippo Ascione – Cariati perde un figlio illustre, un uomo di cultura che ha saputo portare il proprio talento ben oltre i confini locali senza mai dimenticare le sue radici. Il suo percorso umano e professionale rappresenta un esempio di passione, impegno e amore per l’arte”.
Ascione si è spento lasciando un’eredità fatta di storie, personaggi e film che hanno segnato un’epoca, spesso lontano dai riflettori ma sempre al centro del racconto cinematografico. La sua scomparsa lascia un vuoto nel cinema italiano, ma il suo contributo artistico continuerà a vivere attraverso le numerose opere che ha contribuito a creare, testimoniando la grandezza di un autore che ha saputo raccontare l’Italia attraverso la settima arte.