La scomparsa di una figura simbolo della lotta antimafia
Si è spenta il 5 gennaio 2026 a Palermo, all’età di 95 anni, Anna Falcone, sorella maggiore del magistrato Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci il 23 maggio 1992. Anna Falcone ha scelto di stare dietro le quinte, pur lavorando insieme alla sorella Maria alla creazione della fondazione intitolata al giudice, rappresentando un esempio di impegno civile discreto ma costante.
Una vita dedicata alla legalità
Cresciuta nel quartiere della Kalsa, figlia di Arturo Falcone, direttore del laboratorio di igiene e profilassi di Palermo, dopo la morte del fratello Anna decise, insieme alla sorella Maria, di perpetuarne la memoria attraverso la creazione di una fondazione che si è occupata soprattutto di educazione alla legalità dei giovani. Con il suo carattere riservato aveva scelto di manifestare con discrezione il suo impegno antimafia, mantenendo sempre un profilo basso ma partecipando attivamente al lavoro della Fondazione Falcone.
Negli anni trascorsi dalla morte del fratello ha rilasciato pochissime dichiarazioni e presenziato solo a qualche cerimonia pubblica. Nonostante la riservatezza, il suo contributo alla diffusione dei valori di legalità e giustizia è stato fondamentale per mantenere viva la memoria del magistrato e degli ideali per cui ha sacrificato la vita.
Il cordoglio delle istituzioni
Decine le attestazioni di cordoglio seguite alla notizia della sua scomparsa. Il suo impegno ha contribuito a rafforzare la cultura della legalità e a mantenere viva l’eredità morale di Giovanni Falcone. Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha dichiarato che la scomparsa di Anna Falcone rappresenta un momento di profondo cordoglio per la città di Palermo. Con il suo stile riservato e la sua straordinaria dignità, ha custodito e onorato la memoria del fratello Giovanni.
Un’eredità di dignità e impegno civile
La figura di Anna Falcone lascia un’eredità importante per la città di Palermo e per l’intero Paese. Ha scelto la discrezione come forma di militanza antimafia, dimostrando che non servono i riflettori per fare la propria parte nella costruzione di una società più giusta. La sua scomparsa rappresenta la fine di un’epoca, ma il suo esempio continuerà a ispirare le nuove generazioni nell’impegno per la legalità e la giustizia.