L’Inchiesta che Scuote il Garante della Privacy
Nel gennaio 2026 Agostino Ghiglia è sotto indagine insieme agli altri membri dell’ufficio del Garante della Privacy, per presunti favoritismi in cambio di vantaggi personali. Tutti i membri del collegio sono ufficialmente indagati: il presidente Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza, con l’accusa di peculato, uso privato di beni pubblici e corruzione. L’inchiesta della Procura di Roma ha portato a perquisizioni della Guardia di Finanza presso la sede del Garante in piazza Venezia e nelle abitazioni dei componenti del collegio, sollevando interrogativi sulla gestione delle risorse pubbliche e sull’indipendenza dell’Autorità.
Chi è Agostino Ghiglia
Agostino Ghiglia (Torino, 4 luglio 1965) è un politico italiano e membro del Garante per la protezione dei dati personali. Il torinese è già stato consigliere, assessore e deputato: dal Movimento sociale italiano, passando per Alleanza nazionale, a Fratelli d’Italia, e dopo aver fallito quattro candidature politiche (2013, 2014, 2018 e 2019), è stato nominato componente dell’autorità dal Parlamento, riunito in seduta comune, nel 2020. La sua carriera politica di lunga data si intreccia ora con le accuse di gestione impropria delle risorse dell’Autorità garante.
Le Accuse: Spese Pazze e Auto Blu
L’esponente torinese di Fratelli d’Italia è indagato perché accusato di aver viaggiato in prima classe nelle missioni istituzionali, facendosi rimborsare le relative spese, fra cui fiori e drink. Agostino Ghiglia avrebbe speso 462 euro per una cena al Parco dei Principi. Inoltre, il componente del Collegio del Garante avrebbe utilizzato l’auto di servizio per recarsi presso la sede di un partito politico per finalità estranee al mandato. Ghiglia ha usato la Citroën C5X il 22 ottobre 2025 per recarsi alla sede di Fratelli d’Italia in via della Scrofa, vigilia del voto sulla sanzione contro Report, dove avrebbe incontrato Arianna Meloni.
Il Caso Meta e le Sanzioni Ridotte
Un altro capitolo controverso dell’inchiesta riguarda la gestione delle sanzioni nei confronti di Meta. La vicenda delle irregolarità riscontrate sugli smart glasses di Meta ha visto una multa ipotizzata dagli stessi dipartimenti tecnici che era di 44 milioni diventare di 12,5 milioni, poi di 1 milione cadendo pure in prescrizione. Ghiglia sembra abbia incontrato Angelo Mazzotti, al tempo responsabile delle relazioni istituzionali di Meta, alimentando i sospetti investigativi su possibili influenze improprie nelle decisioni sanzionatorie.
Resistenza e Dimissioni nel Collegio
Dopo l’esplosione del caso, il presidente Pasquale Stanzione, la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni e l’altro componente, Agostino Ghiglia, resistono, nella convinzione di aver sempre agito in piena trasparenza e correttezza. Tuttavia, la pressione si è fatta sentire: mentre Ghiglia e gli altri componenti hanno deciso di rimanere in carica, a fare un passo indietro è stato, quasi due mesi fa, la figura al vertice della macchina amministrativa dell’Autorità, il segretario generale Angelo Fanizza. Le vicende legate ad Agostino Ghiglia sollevano dunque questioni cruciali sull’indipendenza e la trasparenza di un’istituzione fondamentale per la tutela della privacy in Italia.