sabato, 31 Gennaio 2026
Non categorizzato 22 Dicembre 2025 3 min di lettura

Alberto Trentini: 400 giorni di detenzione in un carcere venezuelano senza accuse formali

L’arresto e la situazione attuale

Il 15 novembre 2024, Alberto Trentini, cittadino italiano e operatore umanitario in Venezuela, è stato arrestato dalle autorità venezuelane mentre svolgeva il suo lavoro per una ONG internazionale. Sono quattrocento giorni da quando Alberto Trentini, cooperante veneziano, si trova, senza alcuna accusa, sequestrato in un carcere venezuelano. Da allora è detenuto nel penitenziario El Rodeo I, nello Stato di Miranda, a circa 30 chilometri dalla capitale.

Dal giorno dell’arresto, Trentini è rimasto in totale isolamento, senza contatti con la sua famiglia, avvocati o rappresentanti consolari. Il processo a suo carico non è mai stato formalizzato e l’accusa parla di una generica “cospirazione”. Alberto lavorava con la ONG francese per disabili ‘Humanity and Inclusion’ e ha dedicato la sua vita agli altri.

L’appello della famiglia e la mobilitazione

La legale Alessandra Ballerini ha ribadito l’appello affinché “chi ha il potere di liberarlo si adoperi per riportarlo finalmente a casa”, perché “soltanto il suo rilascio e ritorno” potrà restituire la “pace” nel cuore dei suoi familiari. Presidi sono stati organizzati in diverse città italiane, tra cui Firenze, per la liberazione del cooperante veneziano di 46 anni.

“È passato un anno da quando Alberto è stato arrestato in Venezuela, un anno di attesa insopportabile per lui e per noi” ha scritto mamma Armanda sulla prima pagina di Repubblica. La madre ha chiesto a tutti di non stancarsi mai di parlare di lui, perché solo una forte pressione mediatica può convincere chi ha il potere ad agire e riportarlo finalmente a casa.

Le difficoltà diplomatiche

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, interpellato sulla situazione, ha sottolineato che la presenza di ambasciate non comporta la legittimazione di “regimi autoritari”, ricordando che in Venezuela ci sono 12 prigionieri italiani e 300mila connazionali residenti, ma non ha ancora provveduto a elevare ad ambasciatore l’incaricato di affari a Caracas.

Recentemente i familiari hanno denunciato minacce di morte ai detenuti del carcere El Rodeo I in Venezuela, tra cui l’italiano Alberto Trentini. Non è mai stata attivata un’interlocuzione al livello politico richiesto dal regime venezuelano e diverse missioni diplomatiche si sono arenate a causa di difficoltà di coordinamento.

L’importanza del caso

Il caso di Alberto Trentini rappresenta una questione umanitaria di grande rilevanza che evidenzia le difficoltà della diplomazia italiana nel gestire situazioni di detenzione all’estero. Il cooperante ha un’esperienza pluridecennale nel campo della cooperazione internazionale e ha operato in più occasioni in zone di crisi e vari territori del mondo portando le sue competenze. La sua vicenda richiama l’attenzione sulla necessità di un maggiore impegno delle istituzioni per tutelare i cittadini italiani impegnati in missioni umanitarie all’estero e sottolinea l’urgenza di una soluzione diplomatica che possa riportare Alberto Trentini alla libertà e alla sua famiglia.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

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