La situazione di Alberto Trentini
Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela in un carcere di massima sicurezza da oltre 400 giorni, vive giorni cruciali per il suo futuro. Il cooperante di 46 anni dal 15 novembre 2024 è detenuto a Caracas nel carcere El Rodeo I, senza che nei suoi confronti sia stata formalizzata nessuna accusa.
Le trattative del governo italiano
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha affermato di aver parlato fino a domenica sera con l’ambasciatore a Caracas, dichiarando che stanno “lavorando e tentando il possibile e l’impossibile”. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha tagliato corto affermando che “ogni parola in più può solo danneggiare la celere soluzione della vicenda”.
Dal governo italiano arrivano rassicurazioni che la trattativa resta apertissima, anche se il percorso rimane stretto e lastricato di insidie. Le autorità italiane sono al lavoro anche per gli altri prigionieri politici, circa una ventina, fortemente impegnati per riportarli a casa.
Il contesto venezuelano e le speranze di svolta
Il blitz degli Stati Uniti che ha catturato Nicola Maduro può rappresentare una svolta fondamentale per uno sviluppo positivo della vicenda. Il blitz dell’esercito americano ha portato alla nascita di un nuovo esecutivo guidato da Delcy Rodriguez, con cui l’Italia è subito entrata in contatto per alzare il pressing diplomatico e chiedere il rilascio di Trentini.
Tajani ha espresso la speranza che con Rodriguez il dialogo sia più facile per riportare a casa una persona che non ha fatto del male. Anche l’Unione Europea ha lanciato un appello per i cittadini europei detenuti per motivi politici nelle carceri venezuelane, con una dichiarazione pubblicata nella tarda serata di domenica che include un passaggio dedicato anche a Trentini.
L’attesa della famiglia
Nella loro casa del Lido di Venezia, Armanda ed Ezio, genitori di Alberto Trentini, hanno seguito per l’intera giornata l’evolversi della situazione in attesa di elementi di speranza, di notizie dalle autorità italiane su una possibile svolta positiva. Pochi giorni prima di Natale, la mamma di Alberto ha ricevuto una telefonata dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha espresso vicinanza e solidarietà alla famiglia ribadendo che l’Italia non ha abbandonato Alberto.
Conclusioni
La vicenda di Alberto Trentini rappresenta una delle sfide diplomatiche più delicate per l’Italia in questo momento. Con il cambiamento politico in Venezuela, si aprono nuove possibilità per una soluzione positiva. Il governo italiano mantiene un approccio di massima discrezione per non compromettere le trattative in corso, mentre la famiglia attende con speranza notizie concrete sulla liberazione del cooperante veneto.