La Vicenda di Alberto Trentini
Alberto Trentini, 46 anni, a ottobre del 2024 era partito per il Venezuela per lavorare con l’Humanity & Inclusion, Ong che si occupa di fornire assistenza alle persone con disabilità in circa 60 Paesi. Il 15 novembre 2024, è stato fermato da membri del Servizio Amministrativo per l’Identificazione, la Migrazione e gli Affari degli Stranieri (SAIME) e successivamente consegnato al Dipartimento di Controspionaggio Militare (DGCIM) e trasferito a Caracas.
L’Appello della Famiglia e le Critiche al Governo
Armanda Colusso Trentini, la madre del cooperante detenuto in Venezuela dal 15 novembre 2024, ha espresso un grido di dolore affermando: “Sono ormai 13 mesi che Alberto è in prigione e noi non sappiamo darci pace”. Durante una conferenza stampa a Palazzo Marino a Milano, la madre ha dichiarato la sua indignazione, affermando di essere certa che non si è fatto quanto necessario e doveroso per la liberazione di Alberto. La signora Colusso ha ricordato che fino ad agosto il governo italiano non aveva ancora avuto alcun contatto telefonico con il governo venezuelano, dimostrando quanto poco si siano spesi per suo figlio.
Gli Sviluppi Diplomatici Recenti
L’ambasciatore d’Italia in Venezuela, Giovanni De Vito, ha effettuato a Caracas una visita consolare ad Alberto Trentini, riferendo alla Farnesina di averlo trovato in condizioni di umore migliori rispetto alla volta scorsa. Per la prima volta in 181 giorni di prigionia in Venezuela, Trentini ha potuto telefonare e ha comunicato le sue condizioni: “Spero di tornare presto”. La visita è stata effettuata nell’ambito dell’azione politica e diplomatica che il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, stanno costruendo da mesi per portare alla liberazione di tutti i cittadini italiani detenuti.
Significato e Prospettive Future
Il processo a carico di Trentini non è mai stato formalizzato e l’accusa parla di una generica “cospirazione”. La Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) ha emesso la Risoluzione 2/2025 concedendo misure precauzionali ad Alberto Trentini, ritenendo che i suoi diritti alla vita e all’integrità personale siano a grave e urgente rischio di subire danni irreparabili in Venezuela. La vicenda di Alberto Trentini rappresenta un caso emblematico che solleva interrogativi sull’efficacia dell’azione diplomatica italiana e sulla protezione dei cooperanti umanitari all’estero. Mentre la famiglia continua a chiedere una pressione mediatica per accelerare la liberazione, resta l’attesa di una risoluzione che possa riportare il cooperante italiano a casa.