lunedì, 2 Febbraio 2026
Economia e Politica Internazionale 13 Dicembre 2025 3 min di lettura

Asset Russi Congelati: Cosa Sono e Quale Futuro per l’Europa

Introduzione: Gli Asset Russi al Centro della Geopolitica

Gli asset russi congelati rappresentano uno dei dossier più sensibili dell’Unione Europea, con implicazioni che vanno dal diritto internazionale alla stabilità finanziaria globale. L’espressione “asset russi” si riferisce ai circa 300-350 miliardi di dollari di riserve della Banca Centrale Russa che, dopo l’invasione del febbraio 2022, sono stati congelati dai paesi del G7 e dall’Unione Europea presso banche e depositari occidentali. Questi fondi sono diventati uno strumento strategico per sostenere l’Ucraina e fare pressione su Mosca.

Composizione e Distribuzione degli Asset

Circa 190-210 miliardi di euro sono depositati in Europa, soprattutto presso Euroclear in Belgio, circa 100-110 miliardi di dollari negli Stati Uniti, principalmente in titoli di Stato USA, e il resto in Giappone, Canada, Regno Unito e Australia. Si tratta di risorse ingenti, oltre 200 miliardi di euro, attualmente detenute dall’istituto finanziario Euroclear, di cui la Russia ne resta proprietaria ma non può esercitare i relativi diritti.

Le Decisioni Recenti dell’UE

Nelle ultime ore, l’Unione Europea ha preso decisioni cruciali. I leader dell’UE si sono impegnati a mantenere congelati i beni russi fino a quando la Russia non porrà fine alla sua guerra di aggressione contro l’Ucraina e non risarcirà i danni causati. Finora l’Unione ha utilizzato gli interessi generati da questi asset liquidi per rimborsare la sua quota del prestito del G7 di 45 miliardi di euro all’Ucraina.

Il Prestito Riparatore: Una Soluzione Innovativa

La Commissione Europea sta lavorando a un meccanismo innovativo chiamato “prestito riparatore”. L’idea è che i russi rimangano proprietari ma che l’UE dia un’obbligazione, un prestito a breve termine e senza cedola, a Euroclear, in cambio del quale potrà usare la liquidità del fondo per 140 miliardi e prestarli all’Ucraina. Questa soluzione evita la confisca diretta, che violerebbe il principio di immunità sovrana, aprendo la strada a pesanti contenziosi e a rischi sistemici per la stabilità finanziaria globale.

Rischi e Criticità

I rischi collegati all’uso degli asset congelati sono molteplici: decisioni retroattive generano il rischio di contestazioni e contenziosi, e se l’UE iniziasse a confiscare asset statali stranieri, ciò potrebbe minare la fiducia degli investitori internazionali. Inoltre, il Cremlino ha fatto sapere di avere pronta una lista di asset occidentali da aggredire, e su 288 miliardi di dollari la quota di asset degli Stati europei in Russia vale oltre 220 miliardi.

Conclusioni: Un Equilibrio Delicato

La questione degli asset russi congelati rappresenta un banco di prova cruciale per l’Europa. Da un lato, c’è la necessità di sostenere finanziariamente l’Ucraina e di mantenere la pressione su Mosca; dall’altro, esistono rischi legali, finanziari e geopolitici significativi. Le decisioni prese nelle prossime settimane al Consiglio Europeo determineranno non solo il futuro del sostegno all’Ucraina, ma anche la credibilità dell’Europa come attore geopolitico e la stabilità del sistema finanziario internazionale. Per i cittadini europei, questa vicenda sottolinea come la guerra in Ucraina abbia ripercussioni dirette sulla stabilità economica e sulle scelte politiche dell’Unione.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

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