Rivalutazione Pensioni Minime: Cosa Cambia nel 2026
Dal 1° gennaio 2026 le pensioni minime hanno beneficiato di un nuovo incremento. Il decreto interministeriale dello scorso 19 novembre ha previsto che la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione (rivalutazione) delle pensioni per l’anno 2025 è determinata in misura pari ad un +1,4% dal 1° gennaio 2026. Questo adeguamento rappresenta una misura importante per milioni di pensionati italiani che vedono gli assegni aumentare per contrastare l’inflazione.
I Nuovi Importi delle Pensioni Minime
In ragione dell’incremento dell’1,4 percento la pensione minima si attesta dal 1° gennaio 2026 ad euro 611,85 mensili, rispetto ai 603,40 euro del 2025. Per il 2026, la rivalutazione piena si applica quindi agli assegni fino a 2.413,60 euro lordi mensili, che vengono adeguati integralmente del +1,4%. L’aumento viene applicato automaticamente dall’INPS senza necessità di presentare domanda.
Maggiorazione di 20 Euro per gli Over 70
La Legge di Bilancio 2026 introduce un’importante novità. L’importo degli assegni per i soggetti in condizioni disagiate, dal primo gennaio 2026, è incrementato mensilmente di 20 euro, pari ad un incremento annuo di 260 euro. Tuttavia, l’aumento delle pensioni per i soggetti in condizioni disagiate dal 1 gennaio 2026, pari a 20 euro al mese, sarà erogato solo a chi ha un’età pari o superiore a 70 anni.
Chi Beneficia degli Aumenti
Non tutti i pensionati ricevono automaticamente l’integrazione al minimo. La normativa stabilisce che solo le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo dell’anno precedente beneficino del 100% dell’aumento. I beneficiari della maggiorazione di 20 euro includono titolari di pensione minima, assegno sociale e invalidi civili totali che già percepiscono l’incremento al milione.
Impatto Reale sul Potere d’Acquisto
Anche per le pensioni minime, l’aumento va inteso come lordo. Questo significa che l’effetto finale sul cedolino viene ulteriormente ridotto dall’applicazione dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali. Nel 2026 l’aumento stimato è dell’1,4%, una percentuale che appare già di per sé molto bassa e lontana dall’inflazione reale percepita, quella che si misura ogni giorno nel carrello della spesa, tra alimentari, bollette e beni essenziali.
Conclusioni e Prospettive Future
L’aumento delle pensioni minime 2026 rappresenta un intervento necessario ma limitato per tutelare il potere d’acquisto dei pensionati italiani. Con la pensione minima che raggiunge i 611,85 euro mensili e la maggiorazione di 20 euro per gli over 70, il Governo cerca di sostenere le fasce più deboli della popolazione. Tuttavia, molti esperti sottolineano come questi incrementi siano insufficienti rispetto all’inflazione reale. Trattandosi di un dato provvisorio, eventuali conguagli (in negativo o in positivo) saranno effettuati in sede di perequazione per l’anno successivo (2027). I pensionati dovranno continuare a monitorare l’evoluzione degli importi e verificare i requisiti per accedere alle diverse forme di integrazione disponibili.