Una tragedia che ha colpito l’Italia intera
Martedì 7 gennaio 2026, una folla di giovanissimi ha partecipato al funerale del sedicenne Giovanni Tamburi nella Cattedrale di San Pietro a Bologna. Giovanni è una delle sei vittime italiane della tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio nel bar Constellation ha spezzato giovani vite piene di sogni e speranze. La cerimonia funebre ha rappresentato un momento di profondo dolore ma anche di unione per l’intera comunità bolognese.
L’ultimo saluto di una città commossa
La cattedrale di San Pietro era gremita all’arrivo della bara, con tutto il mondo di Giovanni Tamburi accorso per dare l’ultimo saluto al ragazzo. La cattedrale era piena di moltissimi giovani, compagni di scuola e insegnanti del Liceo Righi, oltre a numerose autorità tra cui il Sindaco di Bologna Matteo Lepore, il Presidente della Regione Michele de Pascale e il Ministro Anna Maria Bernini. I funerali sono stati presieduti da Monsignor Stefano Ottani, che aveva seguito Giovanni nella formazione in parrocchia.
Le parole strazianti dei genitori
La madre Carla Masiello, poco prima dell’inizio della celebrazione, ha dichiarato commossa: “Mi commuove e mi fa vedere quanto era amato mio figlio, credo che ne è molto felice anche lui”. Il padre Giuseppe Tamburi, con parole rotte dal pianto, ha detto: “Il primo gennaio hai perso la vita e io l’ho persa con te, a differenza tua io vivrò con un vuoto incolmabile”. La madre ha lanciato un messaggio di amore: “Buttare via l’odio, non lasciarsi mai niente di non detto. Io e Giovanni ci dicevamo ogni giorno quanto amore provassimo l’uno per l’altro”.
Il ricordo di un ragazzo speciale
“Sarebbe impossibile trovare una foto di lui senza sorriso, perché sorrideva sempre”, ha ricordato la madre. Durante la messa, i compagni hanno scritto: “Non siamo qui per dirti addio, ma perché tu continui a vivere in tutto quello che ci hai lasciato”. L’arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, ha inviato un messaggio letto durante il funerale: “Oggi Giovanni è come una stella del cielo, illuminata dalla luce di Dio”.
Riflessioni sulla sicurezza e sulla giustizia
La madre ha dichiarato: “Ora penso a piangerlo, poi confido che la giustizia sia fatta. Fa paura che possano succedere cose simili soprattutto in un Paese come la Svizzera, così rigido sulle regole”. La tragedia solleva interrogativi sulla sicurezza nei locali pubblici e sull’importanza dei controlli antincendio. La scomparsa di Giovanni Tamburi lascia un vuoto incolmabile nella comunità bolognese, ma il suo ricordo rimarrà vivo nei cuori di chi lo ha conosciuto e amato.