Cos’è un Ciclone Mediterraneo
Il ciclone tropicale mediterraneo (detto anche medicane) è un sistema di bassa pressione caratterizzato da un nucleo caldo, convezione temporalesca attorno ad un centro di venti ben definito, piogge torrenziali, forti venti, che tipicamente compare nell’area del bacino del Mediterraneo. Questi fenomeni, sebbene rari, possono causare impatti significativi sulle regioni interessate.
Il periodo dell’anno in cui si possono verificare è quello in cui la temperatura superficiale del mar Mediterraneo è più alta (intorno ai 26 °C), condizione che si verifica normalmente tra agosto e settembre, ma possono formarsi comunque tra luglio e gennaio se ci sono altre condizioni favorevoli.
L’Allerta per il 19-20 Gennaio 2026
Le più recenti elaborazioni indicano infatti la formazione e l’approfondimento di un ciclone mediterraneo in grado di riportare condizioni di maltempo diffuso e localmente intenso su numerose aree del Paese. Un ciclone profondo nascerà tra lunedì 19 e martedì 20 gennaio, in prossimità della Tunisia, con traiettoria diretta verso la Sicilia.
Il processo prende avvio dall’ingresso sul Mediterraneo centrale di correnti atlantiche più umide e instabili, che nel loro percorso verso sud andranno a scorrere sopra un bacino ancora caratterizzato da temperature superficiali superiori alla media stagionale. Questa configurazione atmosferica favorirà lo sviluppo di un sistema ciclonico ben strutturato.
Impatti Previsti sul Territorio Italiano
Le regioni più a rischio sono Sicilia, Calabria, Basilicata e Sardegna. Le piogge potrebbero assumere carattere di nubifragio, soprattutto sui versanti più esposti come la Sicilia orientale, la Calabria ionica, il Metapontino e la Sardegna orientale, con accumuli pluviometrici superiori ai 200 mm in 48 ore.
Da lunedì 19 soffieranno impetuosi venti di Scirocco da sud-est, con raffiche diffuse sull’intera regione e sui bacini circostanti. Il prolungato fetch genererà onde di grande altezza e violente mareggiate lungo le coste ioniche esposte. Le raffiche potrebbero raggiungere e localmente superare i 90–100 km/h, con onde che potrebbero arrivare a 6–7 metri, causando mareggiate violente ed erosione costiera.
Conclusioni e Raccomandazioni
La persistenza del ciclone per più giorni rende questo scenario dinamico e in continua evoluzione. In presenza di sistemi mediterranei ben strutturati, infatti, piccole variazioni di traiettoria o intensità possono tradursi in differenze significative sugli impatti locali.
È fondamentale seguire costantemente gli aggiornamenti meteorologici ufficiali e le comunicazioni della Protezione Civile. Il rischio di eventi alluvionali è concreto: è il momento di prestare massima attenzione ai messaggi di allerta della Protezione Civile. I cittadini delle zone a rischio dovrebbero prepararsi adeguatamente e adottare tutte le precauzioni necessarie per garantire la propria sicurezza durante questo evento meteorologico estremo.