Una Decisione Storica per la Struttura Finanziaria di TIM
TIM ha convocato un consiglio di amministrazione straordinario per discutere il progetto di conversione delle azioni di risparmio, reso possibile dalla maggiore flessibilità finanziaria dopo l’incasso di 1 miliardo di euro come rimborso del canone non dovuto nel 1998. Si tratta di un’operazione più volte ipotizzata negli anni, ma mai portata a termine e che il mercato attende dai tempi della privatizzazione dell’ex monopolista telefonico.
I Dettagli della Proposta di Conversione
Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di sottoporre all’Assemblea dei Soci una proposta di conversione facoltativa e obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie sulla base di un rapporto di conversione pari a 1 azione ordinaria per ciascuna azione di risparmio detenuta, più un conguaglio in denaro pari a 0,12 euro per azione di risparmio. Per la conversione obbligatoria delle azioni eventualmente ancora in circolazione al termine del periodo facoltativo, il conguaglio previsto è di 0,04 euro per azione.
Gli Obiettivi dell’Operazione
L’operazione di conversione mira a razionalizzare la struttura del capitale della società, semplificare l’assetto proprietario e la governance, oltre a ridurre i costi di gestione associati alla divisione del capitale sociale in diverse categorie di azioni quotate. L’approvazione dei soci avrebbe un impatto rilevante sulla struttura del capitale del gruppo, oggi caratterizzata dalla coesistenza di azioni ordinarie e di risparmio, una doppia categoria che ha nel tempo inciso negativamente sulla liquidità del titolo e sulla valorizzazione complessiva della società.
Tempistiche e Conseguenze per gli Azionisti
Il Consiglio di Amministrazione ha convocato l’Assemblea Ordinaria, Straordinaria e l’Assemblea Speciale degli Azionisti di Risparmio per il 28 gennaio 2026. La conversione delle azioni di risparmio avrà efficacia prima di un’eventuale distribuzione di dividendi relativi all’esercizio 2025, con la conseguenza che le azioni di risparmio non beneficeranno per tale esercizio degli eventuali privilegi patrimoniali previsti dallo statuto. Questa mossa rappresenta una svolta significativa per TIM e per tutti gli investitori che detengono azioni di risparmio della società.