L’intervista che ha scatenato la polemica
Corrado Augias torna a far discutere con dichiarazioni taglienti sui cori cattolici e in generale sulla musica sacra in Italia. Il giornalista, scrittore e conduttore televisivo, che dall’11 gennaio terrà un ciclo di tre incontri all’Auditorium Santa Cecilia di Roma dedicati al rapporto tra musica e spiritualità, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui critica duramente lo stato della musica nelle chiese cattoliche italiane.
“I cori cattolici sono delle lagne tremende”, ha dichiarato senza mezzi termini Augias al Corriere. Secondo il divulgatore, al Vaticano sembrava si avvicinasse la gente alla fede con i giovanotti muniti di chitarra, secondo una presunta modernità, ma è stato un passo indietro. “Il sacro va avvicinato col sacro, devi sentire che stai varcando una soglia e vai in un’altra dimensione”.
La critica alla musica nelle chiese italiane
Il giornalista ha evidenziato che “nei Paesi protestanti c’è la pratica della coralità, che noi non abbiamo. I cori cattolici sono delle lagne tremende”. Augias ha anche fatto un confronto significativo: “Quando senti il gregoriano, quando senti i cardinali intonare il Veni creator spiritus, senti di stare davanti a qualcosa che ti trascende. Quando c’è quello che schitarra pare una parodia del festival di Sanremo”.
Le sue parole hanno suscitato dibattiti e riflessioni sulla musica sacra e il modo in cui viene interpretata nella tradizione religiosa. Augias ha sottolineato la necessità di avvicinare il sacro con rispetto e devozione.
Gli incontri su “Musica e Spiritualità” a Santa Cecilia
Corrado Augias affronterà il tema del connubio tra musica e spiritualità in una serie di incontri in programma all’Auditorium Santa Cecilia di Roma l’11 gennaio, l’8 febbraio e il 26 aprile 2026. Il programma prevede “una galoppata dal canto gregoriano fino ai giorni nostri. E poi spazieremo dalla musica euro-americana a quella sudamericana e afro-americana”, ha dichiarato al Corriere della Sera.
Conclusioni e significato del dibattito
Nonostante le critiche, Augias ha sottolineato l’importanza di promuovere la musica sacra, riconoscendo la bellezza e la spiritualità che può trasmettere. Le sue affermazioni hanno destato interesse e curiosità, spingendo il pubblico a riflettere sul ruolo della musica nella pratica religiosa e sull’importanza di un approccio rispettoso e consapevole. Corrado Augias, nell’intervista, si è definito “ateo”, che, però, “non vuol dire privo di spiritualità”. Le sue dichiarazioni continuano ad alimentare un dibattito necessario sulla qualità della musica sacra in Italia e sulla necessità di rivalutare il patrimonio musicale religioso tradizionale.