Introduzione
Le statine sono tra i farmaci più prescritti per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Agendo sul metabolismo del colesterolo, riducono il rischio di infarto e ictus e sono fondamentali tanto nella prevenzione secondaria quanto in quella primaria per soggetti ad alto rischio. Comprendere come funzionano, quando sono indicate e quali sono i possibili effetti collaterali è importante per pazienti e operatori sanitari.
Corpo principale
Meccanismo d’azione
Le statine inibiscono l’enzima HMG-CoA reduttasi, riducendo la sintesi epatica del colesterolo. Questo induce un aumento dei recettori LDL nel fegato e una conseguente diminuzione delle LDL circolanti. La riduzione del colesterolo LDL si associa a una diminuzione degli eventi cardiovascolari: studi clinici mostrano che ogni riduzione dell’LDL di circa 1 mmol/L comporta una riduzione relativa degli eventi cardiovascolari maggiori di circa il 20–25%.
Indicazioni ed efficacia
Le statine sono indicate per pazienti con malattia aterosclerotica nota (prevenzione secondaria), per individui con LDL molto elevato (per esempio >190 mg/dL), e per la prevenzione primaria in persone con fattori di rischio cardiovascolare (diabete, ipertensione, score di rischio elevato). Farmaci comunemente usati includono atorvastatina, simvastatina, rosuvastatina, pravastatina e fluvastatina. La scelta dipende dall’efficacia desiderata, profilo di sicurezza e interazioni farmacologiche.
Effetti collaterali e monitoraggio
Gli effetti collaterali più frequenti sono mialgie e alterazioni lievi delle transaminasi. Raramente si osserva rabdomiolisi. È raccomandato eseguire esami di base (profilo lipidico e transaminasi) prima dell’inizio e controlli lipidici 4–12 settimane dopo l’avvio o la modifica della dose; il controllo delle transaminasi può essere ripetuto se clinicamente indicato. In caso di sintomi muscolari significativi si valuta il dosaggio della creatinchinasi (CK). Le statine sono controindicate in gravidanza e allattamento. Alcune interazioni farmacologiche (es. con inibitori del CYP3A4 come alcuni antimicotici o il succo di pompelmo) possono aumentare il rischio di effetti avversi con statine metabolizzate da questo sistema, come simvastatina e atorvastatina.
Conclusione
Le statine rappresentano una terapia efficace e documentata per ridurre il rischio cardiovascolare quando usate correttamente. I benefici nella maggior parte dei pazienti ad alto rischio superano i rischi potenziali, ma una gestione attenta—con monitoraggio clinico e laboratoristico e valutazione delle interazioni farmacologiche—è essenziale. La scelta di iniziare o modificare una terapia con statine deve essere condivisa con il medico, valutando il profilo di rischio individuale e le preferenze del paziente.