Introduzione: L’Iran in rivolta
L’Iran sta attraversando una delle più gravi crisi interne degli ultimi anni. Le proteste sono iniziate il 28 dicembre 2025 a seguito del crollo improvviso della valuta nazionale iraniana e si sono diffuse in almeno 46 città del paese. Il rial iraniano ha perso quasi l’80% del suo valore dall’anno scorso, scatenando una rabbia popolare che si è rapidamente trasformata in una rivolta nazionale contro il regime. La situazione è aggravata da pressioni economiche intensificate da settembre quando le Nazioni Unite hanno reimposto sanzioni al paese per il suo programma atomico.
La repressione violenta e il blackout delle comunicazioni
La risposta delle autorità iraniane è stata brutale. La repressione ha provocato l’uccisione di almeno 28 manifestanti e passanti, inclusi bambini, in 13 città di otto province tra il 31 dicembre 2025 e il 3 gennaio 2026, secondo Amnesty International e Human Rights Watch. L’agenzia semiufficiale Tasnim ha riferito che 109 membri del personale di sicurezza sono stati uccisi nelle proteste in tutto il paese. Internet e la connettività mobile sono stati bloccati la sera dell’8 gennaio, limitando gravemente l’accesso alle informazioni mentre la violenza si intensificava. Organizzazioni per i diritti umani temono che il blackout delle comunicazioni possa nascondere una repressione ancora più massiccia.
Tensioni internazionali e minacce di intervento
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito il sostegno ai manifestanti iraniani, avvertendo le autorità iraniane contro la repressione dei manifestanti. Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf ha avvertito gli Stati Uniti contro “un errore di calcolo”, affermando che in caso di attacco all’Iran, i territori occupati (Israele) e tutte le basi e navi statunitensi saranno “obiettivi legittimi”. La crisi si inserisce in un contesto regionale già teso, con Teheran ancora sotto shock da una guerra di 12 giorni lanciata da Israele in giugno che ha visto gli Stati Uniti bombardare siti nucleari in Iran.
Conclusioni: Un punto di non ritorno
Le proteste iraniane rappresentano molto più di una semplice reazione alla crisi economica. I manifestanti chiedono la fine del sistema clericale che governa il paese dalla rivoluzione islamica del 1979. La combinazione di collasso economico, repressione violenta e isolamento internazionale sta spingendo l’Iran verso un punto critico. La comunità internazionale osserva con preoccupazione, mentre il regime iraniano sembra determinato a soffocare il dissenso con la forza. Il blackout delle comunicazioni e i rapporti di violenza di massa sollevano gravi interrogativi sul futuro della nazione e sui diritti umani dei cittadini iraniani. La situazione rimane estremamente volatile e le prossime settimane saranno decisive per determinare il destino dell’Iran.