Un Rapporto Allarmante sulla Persecuzione Religiosa
Cristian Nani, direttore di Open Doors, ha presentato la World Watch List 2026, riportando un nuovo record di violenza contro i cristiani, con particolare attenzione alle vittime donne e minori. Il numero di cristiani esposti alla persecuzione e a rischio di violenza in tutto il mondo è aumentato di 8 milioni rispetto all’anno scorso, raggiungendo un record di 388 milioni.
“Purtroppo, questo è ancora una volta un anno record”, ha osservato Cristian Nani. Di questi 388 milioni, 201 milioni sono donne o ragazze, mentre 110 milioni sono minori di 15 anni. Secondo la Lista, il numero di paesi con livelli di persecuzione anticristiana definibile “estrema” è salito da 13 a 15.
L’Africa Subsahariana Sotto Osservazione Speciale
Il direttore di Open Doors ha indicato l’Africa subsahariana come area di “osservazione speciale” della Watch List 2026, in particolare a causa della presenza di “governi fragili” che lasciano i cristiani esposti alla violenza. “Il centro di gravità del cristianesimo si è spostato in Africa, ma è lì che è principalmente sotto attacco”, ha affermato Nani, parlando del continente dove vive circa un ottavo della popolazione cristiana mondiale.
Tra i paesi particolarmente critici ha citato il Sudan a causa della guerra civile, ma anche Nigeria, Mali, Niger, Burkina Faso, Repubblica Democratica del Congo e Mozambico. Gli attacchi contro i cristiani, in questi contesti fragili, hanno una serie di cause in cui fattori economici si combinano con una dimensione religiosa.
La Presentazione al Senato Italiano
La Watch List 2026 è stata presentata mercoledì nella sala “Caduti di Nassiriya” del Senato italiano a Roma, accompagnata dalla testimonianza di un testimone della Nigeria, uno dei paesi più colpiti dalla crescente insicurezza. L’evento sottolinea l’importanza del dialogo internazionale sulla libertà religiosa e la necessità di proteggere le comunità cristiane vulnerabili in tutto il mondo.
Conclusioni e Prospettive Future
Il rapporto di Cristian Nani evidenzia una tendenza preoccupante che richiede l’attenzione urgente della comunità internazionale. La persecuzione religiosa non è solo una questione di libertà di culto, ma rappresenta una violazione fondamentale dei diritti umani. Per i lettori italiani, questi dati sollevano interrogativi importanti sulla responsabilità globale nella protezione delle minoranze religiose e sull’urgenza di interventi diplomatici e umanitari per garantire la sicurezza di milioni di persone.