L’eredità di un’icona del cinema italiano
Eleonora Giorgi è stata una delle attrici più amate del cinema italiano, capace di conquistare il pubblico con la sua eleganza naturale e il suo straordinario talento. Dopo aver sofferto di cancro al pancreas dalla fine del 2023, Giorgi è morta a Roma il 3 marzo 2025, all’età di 71 anni. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo nel mondo dello spettacolo italiano e nel cuore dei suoi numerosi ammiratori.
Una carriera straordinaria tra cinema e televisione
Nata a Roma il 21 ottobre 1953, Eleonora Giorgi ha esordito nel cinema con Federico Fellini e si è affermata negli anni ’70 come sex symbol italiano. Per la sua interpretazione in Borotalco di Carlo Verdone (1982), ha vinto il premio Nastro d’Argento e il David di Donatello come Migliore Attrice. La sua filmografia include collaborazioni con i più grandi registi italiani, da Dario Argento a Liliana Cavani, dimostrando una versatilità artistica che le ha permesso di passare dalla commedia al dramma con grande naturalezza.
Nel 2003, Giorgi ha scritto e diretto il suo primo film “Uomini & donne, amori & bugie”, con Ornella Muti. Negli ultimi anni, l’attrice si è dedicata anche alla televisione, partecipando a programmi di successo e diventando un volto amato dal pubblico televisivo.
L’ultimo addio e la dignità nella malattia
L’ultimo saluto a Eleonora Giorgi si è tenuto alla Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo a Roma con esequie pubbliche, come richiesto dall’attrice. Il feretro è entrato nella Chiesa degli Artisti sulle note di “Wish You Were Here” dei Pink Floyd. Migliaia di persone si sono radunate per renderle omaggio, testimoniando l’affetto del pubblico italiano verso un’artista che ha saputo affrontare la malattia con straordinaria dignità.
Eleonora Giorgi lascia due figli, Andrea e Paolo, e un nipote. La sua eredità artistica e umana continuerà a vivere attraverso i suoi film e nel ricordo di chi ha avuto il privilegio di conoscerla e amarla. Il cinema italiano perde una delle sue stelle più luminose, ma il suo contributo culturale resterà indelebile nella storia dello spettacolo nazionale.