Un Pilastro del Giornalismo Italiano
Ezio Mauro, nato a Dronero nel 1948, rappresenta una delle figure più autorevoli del panorama giornalistico italiano. È stato direttore del quotidiano la Repubblica dal 1996 al 2016, un ventennio durante il quale ha guidato una delle testate più influenti del Paese attraverso trasformazioni sociali e politiche cruciali. La sua carriera è iniziata negli anni Settanta, quando si occupò del terrorismo durante gli anni di piombo, per poi diventare corrispondente da Mosca e dagli Stati Uniti, esperienze che hanno forgiato il suo approccio all’informazione internazionale.
Una Produzione Culturale Sempre Attiva
Anche dopo aver lasciato la direzione di Repubblica, Mauro continua a scrivere come editorialista sul quotidiano del gruppo Gedi, pubblica libri storici con l’occhio attento del reporter e anche documentari. Nel 2025 ha pubblicato “La mummia di Lenin”, opera che si inserisce in una produzione editoriale ricca di analisi storiche e politiche. Il 12 gennaio 2026 è andato in onda su La7 “Putin – Anatomia di uno zar”, uno speciale docufilm prodotto da Stand by me, che ha raccontato tre decenni di storia russa e dei rapporti con l’Occidente. Precedentemente, aveva realizzato altri documentari di successo, tra cui uno dedicato alla caduta del fascismo e uno su Alexei Navalny.
Un Modello per le Nuove Generazioni
L’eredità di Ezio Mauro nel giornalismo italiano risiede nella sua capacità di combinare rigore analitico, indipendenza editoriale e narrazione coinvolgente. È stato un fervente sostenitore dell’importanza dell’indipendenza giornalistica e della responsabilità nel riportare le notizie, contribuendo a preservare l’integrità del giornalismo in un periodo in cui le fake news e le pressioni politiche sono sempre presenti. In un’epoca in cui l’informazione affronta sfide senza precedenti, il suo lavoro rappresenta un punto di riferimento per chi crede nel valore della verità e della democrazia. La sua attività continua a dimostrare come il giornalismo di qualità rimanga fondamentale per una società informata e libera.