Il Caso che Ha Diviso l’Italia
A Palmoli, in provincia di Chieti, la storia della famiglia nel bosco ha catalizzato l’attenzione dei media nazionali e della politica. Catherine Birmingham, 45 anni di origini australiane e Nathan Trevallion, 51enne inglese, sono i genitori di tre figli: una bambina di otto anni e due gemelli di sei anni. La coppia aveva scelto uno stile di vita alternativo, vivendo in una casa senza corrente elettrica e con servizi igienici a secco all’esterno, mangiando perlopiù il cibo che coltivavano.
L’Allontanamento e la Sospensione della Responsabilità Genitoriale
Alla fine del 2024 la famiglia era finita in ospedale per una grave intossicazione da funghi e i carabinieri li avevano segnalati ai servizi sociali. Lo scorso novembre il tribunale per i minorenni ha sospeso la responsabilità genitoriale della coppia. Il 20 novembre, gli assistenti sociali e le forze dell’ordine hanno eseguito un’ordinanza del tribunale allontanando i bambini dai genitori e portandoli in una comunità di accoglienza. Nonostante lo smarrimento iniziale e qualche difficoltà nel percorso scolastico, i bambini si stanno ambientando nella struttura che li ospita a Vasto.
La Perizia Psicologica e i Dubbi del Tribunale
Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha ordinato che venga fatta un’indagine psicologica su Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Nell’ordinanza, i giudici hanno parlato di una “notevole rigidità” da parte dei genitori nell’aderire ai loro valori e alle loro scelte di vita. I risultati dell’indagine psicologica dovranno essere depositati entro 120 giorni, il che potrebbe allungare i tempi necessari per un eventuale ricongiungimento.
Prospettive Future e Significato per le Famiglie Italiane
La curatrice speciale ha rilevato segnali di apertura al confronto da parte dei genitori, elementi positivi che potrebbero favorire il ricongiungimento della famiglia. La Corte d’Appello ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa, ostacolando il ricongiungimento in vista delle festività natalizie. Questo caso solleva importanti interrogativi sul confine tra scelte genitoriali alternative e tutela dei minori, evidenziando la necessità di bilanciare libertà educative e diritti fondamentali dei bambini. La vicenda rappresenta un precedente significativo per le famiglie che optano per stili di vita non convenzionali in Italia.