La tragica conclusione di una vicenda di femminicidio
Franco Pettineo si è suicidato in carcere la mattina del 6 gennaio, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che aveva sconvolto l’opinione pubblica. Il 52enne era detenuto a Cremona per il femminicidio della compagna Sabrina Baldini Paleni, 56 anni, uccisa lo scorso 13 marzo a Chignolo Po. La notizia del suicidio assume particolare rilevanza nel contesto della lotta contro la violenza di genere in Italia, evidenziando ancora una volta la drammaticità di queste vicende e le loro conseguenze sul sistema giudiziario e sulle famiglie delle vittime.
Il femminicidio di Sabrina Baldini Paleni
Pettineo, fermato il giorno stesso, aveva confessato di aver strangolato la donna nella sua casa. L’omicidio era avvenuto il 13 marzo 2024 a Chignolo Po, in provincia di Pavia. La relazione con Pettineo, fratello del suo ex marito, era da qualche tempo tesa a causa della volontà dell’uomo di trasferirsi nel Cremonese, mentre la donna voleva restare vicina alla famiglia. A trovare il corpo nella casa di via Mariotto è stata proprio la figlia 25enne avuta dal precedente matrimonio, Selene.
Il processo e la morte in carcere
A novembre era cominciato il processo e l’imputato, in attesa di giudizio, rischiava una condanna all’ergastolo. Durante le fasi preliminari del processo al Tribunale di Pavia, i familiari della vittima si erano costituiti parte civile insieme a un’associazione contro la violenza di genere, e la Procura aveva optato per il giudizio immediato. Secondo la direzione dell’istituto penitenziario non ci sarebbero dubbi sul fatto che si sia trattato di un gesto volontario.
Implicazioni e riflessioni
La morte di Pettineo determina ora l’estinzione del procedimento penale nei suoi confronti. Questa conclusione lascia un vuoto di giustizia per i familiari della vittima, che attendevano il processo per ottenere risposte definitive. Il caso richiama l’attenzione sulla necessità di continuare a contrastare la violenza contro le donne e di garantire supporto adeguato alle vittime e ai loro familiari, sottolineando l’importanza della prevenzione e dell’educazione al rispetto nelle relazioni interpersonali.