La tragedia sull’autostrada Asti-Cuneo
Franco Vacchina, commerciante di pneumatici, è stato posto agli arresti domiciliari dopo l’incidente dell’11 dicembre 2024 sull’autostrada Asti-Cuneo, nel quale ha perso la vita Matilde Baldi, 20 anni, deceduta cinque giorni dopo all’ospedale di Alessandria. La giovane viaggiava su una Fiat 500 condotta dalla madre Elvia, rimasta ferita al volto: la loro vettura era stata tamponata con estrema violenza.
L’ipotesi della gara clandestina
L’ipotesi contestata è che l’uomo abbia ingaggiato una sorta di gara, iniziata sulle strade di Asti e proseguita sull’autostrada A33, a una velocità di 212,39 chilometri orari. Insieme a lui è indagato anche un secondo uomo, alla guida di un’altra Porsche, che però non sarebbe rimasta coinvolta nello schianto. Risulta indagato anche il conducente del secondo bolide, ovvero il 47enne Davide Bertello.
Le accuse e il tentativo di inquinare le prove
La Procura di Asti accusa Vacchina di aver cercato di inquinare le prove dell’incidente. L’uomo è stato visto nel deposito dov’è in custodia la sua Porsche sequestrata, ed è ora in arresto con l’accusa di aver tentato di inquinare le prove dell’omicidio stradale. Vacchina dovrà difendersi dall’accusa di omicidio stradale.
Significato e implicazioni del caso
Questa vicenda solleva ancora una volta il problema della sicurezza stradale e delle corse clandestine che mettono a rischio la vita di cittadini innocenti. Matilde Baldi, dopo cinque giorni di coma, è morta il 16 dicembre 2025 e i genitori hanno scelto di donare gli organi. Il caso evidenzia l’importanza di controlli più severi e di una maggiore responsabilità alla guida, mentre le indagini proseguono per fare piena luce sulla dinamica dell’incidente e sulle responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella presunta gara illegale.