Un Concerto Storico nel Carcere di Milano Opera
Il carcere di Milano Opera è stato teatro di un evento straordinario: il maestro Riccardo Muti ha diretto l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in una serata di musica e speranza nell’ambito del progetto Le vie dell’Amicizia di Ravenna Festival. Gli strumenti utilizzati erano violini, violoncelli e un clavicembalo realizzati con il legno dei barconi dei migranti naufragati, un simbolo potente di trasformazione e rinascita.
La Casa di Reclusione di Milano Opera, aperta nel 1987, ospita oggi circa 1.300 detenuti prevalentemente definitivi con pene residue superiori ai cinque anni. Per la complessità gestionale e le numerose iniziative rivolte ai detenuti, è considerata uno degli istituti più importanti d’Europa.
Il Progetto degli “Strumenti del Mare”
Il progetto dell’Orchestra del Mare rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso iniziato nel 2012 con la creazione del Laboratorio di Liuteria e Falegnameria nella Casa di Reclusione Milano-Opera. Il progetto offre opportunità di lavoro, rieducazione e reinserimento sociale alle persone detenute sotto la guida di esperti maestri liutai, in linea con l’articolo 27 della Costituzione italiana.
Come ha affermato il maestro Muti, “aver fatto del legno che era di morte, un legno che vibra di vita, è un miracolo”. Il maestro ha sottolineato che il carcere è “un luogo da cui ciò che è stato causa negativa, attraverso la musica si può tramutare in fatto assolutamente positivo”.
Un Modello di Rieducazione Attraverso la Cultura
Durante il concerto, alcuni detenuti hanno letto poesie e testimonianze, e tra i momenti più commoventi c’è stata una lezione di canto che Muti ha dato a un detenuto 31enne, Mirto, con una voce da sopranista. Il momento più intenso è arrivato con il Va’, pensiero di Verdi, cantato dal coro La Nave di San Vittore, formato anche da detenuti.
Grazie al concerto, alcune aziende hanno ristrutturato gratuitamente il Teatro del carcere, dotandolo di impianti di riscaldamento e raffreddamento. Questo evento dimostra come la cultura e la bellezza possano trasformare il sistema penitenziario in uno spazio di dignità e speranza.
Significato e Prospettive Future
L’evento al carcere di Opera rappresenta un modello virtuoso di come l’arte possa diventare strumento di rieducazione e reinserimento sociale. Il progetto Le vie dell’Amicizia, avviato nel 1997, porta da oltre venticinque anni la musica in contesti segnati da fragilità, dopo le esperienze di Lampedusa e Ravenna.
Per i lettori e per la società civile, questa esperienza offre una riflessione importante: il carcere non deve essere solo un luogo di punizione, ma uno spazio dove attraverso la cultura, il lavoro e l’arte si possa costruire un futuro diverso. La trasformazione del legno dei barconi in strumenti musicali simboleggia perfettamente questa metamorfosi: dalla tragedia alla bellezza, dalla morte alla vita, dalla disperazione alla speranza.