giovedì, 1 Gennaio 2026
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Il Castello delle Cerimonie: La Famiglia Polese Ricorre alla Corte Europea

Una Battaglia Legale che Continua

I titolari del Castello delle Cerimonie, noto anche come La Sonrisa, hanno deciso di impugnare la sentenza definitiva della Cassazione davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu). Questa nuova mossa rappresenta l’ultimo tentativo della famiglia Polese di salvare la storica struttura di Sant’Antonio Abate, divenuta famosa grazie al programma televisivo di Real Time.

La vicenda giudiziaria ha radici lontane: nel febbraio 2024, la Cassazione ha reso definitiva la sentenza, sancendo la confisca per lottizzazione abusiva. Tuttavia, il Castello delle Cerimonie continuerà a rimanere aperto e operativo (almeno) fino al 29 gennaio 2026, ha deciso il Tar della Campania, accogliendo il ricorso presentato dalla famiglia.

Il Ricorso alla Corte Europea e le Implicazioni

La Corte di Strasburgo non entra nel merito delle sentenze nazionali, ma verifica l’eventuale violazione di diritti tutelati dalla Convenzione europea, come il diritto a un equo processo, il principio di proporzionalità delle pene, la tutela della proprietà privata o il rispetto della vita familiare e professionale. La difesa dei Polese sostiene che gli interventi edilizi non avrebbero causato danni ambientali significativi.

Questa proroga è fondamentale non solo per i proprietari, ma soprattutto per gli oltre 150 dipendenti della struttura: in un’area segnata da un alto tasso di disoccupazione, la chiusura definitiva della Sonrisa viene descritta dai titolari come una possibile “bomba sociale per il territorio”.

Il Futuro Incerto del Castello

Nel frattempo, dopo il pronunciamento della Suprema Corte, il Comune di Sant’Antonio Abate ha avviato l’iter per acquisire il complesso come bene comunale, procedendo anche alla revoca delle licenze alle società che gestiscono il ristorante. La famiglia Polese continua a gestire la struttura pagando un canone mensile al Comune.

La battaglia legale del Castello delle Cerimonie rappresenta un caso complesso che intreccia questioni urbanistiche, economiche e sociali. L’esito del ricorso alla Corte Europea potrebbe determinare non solo il destino della struttura, ma anche quello di centinaia di famiglie che da essa dipendono. Nei prossimi mesi si chiarirà se il Grand Hotel La Sonrisa potrà continuare a ospitare le sontuose cerimonie che l’hanno reso celebre o se dovrà chiudere definitivamente i battenti.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

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