giovedì, 12 Febbraio 2026
Non categorizzato 16 Gennaio 2026 3 min di lettura

La Grazia di Paolo Sorrentino: il cinema italiano affronta i grandi dilemmi morali

Un evento cinematografico che segna l’inizio del 2026

Il cinema italiano accoglie “La Grazia”, il nuovo film di Paolo Sorrentino che arriva nelle sale il 15 gennaio 2026 dopo essere stato presentato come film d’apertura all’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film ha già conquistato la critica internazionale, con Toni Servillo che ha vinto la Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile alla Mostra di Venezia.

L’opera rappresenta la settima collaborazione tra il regista Premio Oscar e l’attore Toni Servillo, protagonista assoluto della pellicola. Distribuito in circa 500 sale su tutto il territorio nazionale, il film conferma le grandi aspettative che accompagnano il ritorno del regista partenopeo.

Una trama che interroga coscienza e potere

Il Presidente della Repubblica Italiana Mariano De Santis è alla fine del suo mandato. Vedovo, ex-giurista e profondamente cattolico, si troverà nei mesi del semestre bianco di fronte a due ultimi dilemmi: se concedere la grazia a due persone che hanno commesso un omicidio in circostanze attenuanti e se promulgare la legge sull’eutanasia.

La Grazia si presenta come un’opera centrata sul tempo delle decisioni finali, raccontate attraverso la figura di un Presidente alla fine del mandato. Il film unisce riflessione istituzionale e dimensione personale. Le due richieste di grazia si trasformano in autentici abissi etici, scelte capaci di incrinare la coscienza, di interrogare il confine tra legge, compassione e responsabilità.

Un Sorrentino più sobrio e riflessivo

Paolo Sorrentino compie una deviazione netta dal territorio che lo ha reso riconoscibile. L’estetica ipertrofica e i virtuosismi barocchi vengono deliberatamente ridimensionati. Il regista affida il centro di gravità del film all’architettura narrativa e alla densità del racconto.

La Grazia è probabilmente il suo film più apertamente politico. Il dibattito sull’eutanasia viene messo in scena con una delicatezza che non è mai ambiguità. Il regista napoletano coinvolge lo spettatore in uno dei dibattiti contemporanei più delicati: in Italia, l’eutanasia è illegale e il suicidio medicalmente assistito si muove in un territorio normativo insidioso.

Significato e rilevanza per il pubblico

“La Grazia” arriva in un momento cruciale per il cinema d’autore italiano e affronta temi di straordinaria attualità. Il film non offre risposte facili, ma pone domande fondamentali sulla natura del potere, sulla responsabilità individuale e sui confini tra legge e morale.

L’opera invita gli spettatori a riflettere su questioni che toccano profondamente la società contemporanea: il fine vita, il perdono, la giustizia e il peso delle decisioni che possono cambiare destini umani. Con la sua regia misurata e la straordinaria interpretazione di Servillo, Sorrentino offre al pubblico italiano un’opportunità rara: quella di confrontarsi con i grandi dilemmi etici del nostro tempo attraverso la potenza del cinema d’autore.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

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