Introduzione: perché “Le città di pianura” conta
Le città di pianura, il film del 2025 diretto da Francesco Sossai, ha attirato l’attenzione per il suo approccio outsider al cinema italiano contemporaneo. La sua rilevanza deriva da più elementi: la presenza in tre festival internazionali di rilievo, la critica positiva che ne ha accompagnato la carriera e il tema semplice ma evocativo di un viaggio che mette a confronto generazioni e identità locali. Per il pubblico italiano interessato a nuove voci del cinema nazionale, il film rappresenta un punto di osservazione interessante sullo stato della narrativa filmica post-2020.
Corpo principale: trama, produzione e accoglienza
Trama e personaggi
Le città di pianura (The Last One for the Road) segue Carlobianchi, interpretato da Sergio Romano, e Doriano, interpretato da Pierpaolo Capovilla, due cinquantenni con l’ossessione di non saltare mai l’ultimo bicchiere della serata. L’incontro con Giulio, uno studente di architettura timido e disperso, trasforma un episodio casuale in un viaggio caotico attraverso le pianure venete. Tra cattivi consigli, postumi di nottate e un’amicizia inaspettata, il film mette in scena come piccoli gesti possano rimettere in discussione progetti di vita e affetti.
Registro produttivo e percorso festivaliero
Il film, della durata di circa 100 minuti, è prodotto da Vivo film e Maze Pictures. Ha debuttato al Festival di Cannes 2025 e ha proseguito il suo percorso di visibilità al New York Film Festival e al Toronto International Film Festival. Il regista Francesco Sossai era già noto per il cortometraggio Il compleanno di Enrico, presentato nella Quinzaine des Réalisateurs a Cannes nel 2023, e con questa seconda opera ha consolidato la propria cifra registico-narrativa.
Accoglienza critica
Secondo le note di distribuzione e critica, Le città di pianura è stato definito uno degli esiti più apprezzati del cinema italiano del 2025, mantenuto in sala soprattutto grazie al passaparola e con potenziale status da film di culto. L’atteggiamento critico riconosce il tono outsider dell’opera e la forza dei suoi personaggi non convenzionali.
Conclusione: significato e prospettive
Le città di pianura conferma l’interesse per storie radicate nel territorio e per protagonisti marginali rispetto ai canoni mainstream. Per il pubblico, il film offre un ritratto umano e disilluso della provincia veneta, con tocchi di umorismo e malinconia. In prospettiva, il suo successo festivaliero e il passaparola potrebbero consolidarne la diffusione e ispirare nuovi progetti autoriali nel cinema italiano.