Il ritorno della lebbra in Europa orientale
Nelle ultime settimane sono stati segnalati alcuni casi in Romania e un caso isolato in Croazia, riaccendendo l’attenzione su una malattia che molti consideravano ormai parte del passato. In Romania, dopo 44 anni dall’ultimo caso registrato nel 1981, il ministero della Sanità ha confermato due casi di lebbra tra massaggiatrici di origine asiatica impiegate in un centro di Cluj-Napoca. La Croazia ha annunciato un caso isolato relativo a un lavoratore nepalese residente nel paese da due anni.
Perché è importante prestare attenzione
Sebbene i casi siano isolati, la ricomparsa della lebbra in Europa richiama l’attenzione sull’importanza della sorveglianza sanitaria in un mondo sempre più interconnesso. I casi europei rappresentano l’effetto degli spostamenti globali delle persone, ricordandoci che malattie considerate rare nel nostro continente restano endemiche in molte parti del mondo. I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità indicano che la malattia era segnalata in 91 nazioni, con una diffusione maggiore in India, Africa subsahariana e Sud America.
Una malattia curabile e poco contagiosa
Gli esperti sono unanimi nel tranquillizzare la popolazione. Il rischio per la popolazione europea resta infatti bassissimo, quasi trascurabile, e la lebbra non può essere considerata una minaccia per la salute pubblica nel nostro continente. La trasmissione della malattia non è immediata: serve un contatto stretto e prolungato con una persona infetta. Sul fronte delle cure, la lebbra è curabile e i soggetti in terapia antibiotica non sono più contagiosi.
Le misure di controllo adottate
Le autorità sanitarie di entrambi i paesi hanno reagito con prontezza. Il salone è stato sottoposto a sanificazioni straordinarie, tutti i dipendenti sono stati sottoposti a controlli medici e l’indagine epidemiologica è stata estesa per identificare eventuali altri contatti a rischio. In Croazia, la persona è attualmente in cura, mentre i contatti stretti hanno ricevuto una terapia post-esposizione preventiva.
Conclusioni: vigilanza senza allarmismo
La ricomparsa della lebbra in Romania e Croazia dopo decenni non deve generare panico, ma consapevolezza. Si tratta di fenomeni isolati, molto rari, che devono indurre attenzione ma non allarmismo. La situazione dimostra l’efficacia dei sistemi di sorveglianza sanitaria europei, capaci di identificare tempestivamente i casi e attivare i protocolli necessari. Per i cittadini italiani, in base ai dati dello Spallanzani parliamo di meno di una decina di casi all’anno, quasi sempre legati a flussi migratori o soggiorni in paesi endemici. La medicina moderna dispone di tutti gli strumenti per gestire efficacemente questa antica malattia, garantendo diagnosi precoce e cure efficaci.