lunedì, 26 Gennaio 2026
Non categorizzato 16 Gennaio 2026 3 min di lettura

Licenziato per il Resto di un Caffè: Quando la Sanzione è Sproporzionata

Un Licenziamento che fa Discutere

Una vicenda singolare ha catturato l’attenzione dell’opinione pubblica italiana: un metalmeccanico licenziato per aver preso 1,60€ dalla macchinetta del caffè vince la causa e il Tribunale lo risarcisce con 18 mensilità. Il caso, che riguarda un’azienda bresciana, solleva importanti questioni sul principio di proporzionalità nelle sanzioni disciplinari sul lavoro e sui diritti dei lavoratori.

La sentenza del Tribunale di Brescia rappresenta un precedente significativo per il diritto del lavoro italiano, ricordando che anche in presenza di presunte violazioni, le misure adottate dai datori di lavoro devono essere equilibrate rispetto alla gravità della condotta.

I Fatti: Cosa è Successo a Brescia

La vicenda risale al giugno 2024, in una ditta del Bresciano: il protagonista non aveva ricevuto il resto dalla macchinetta del caffè, e il giorno successivo aveva discusso con un collega che lo aveva visto prendere delle monete all’arrivo del tecnico del distributore. Il lavoratore aveva restituito la somma di un euro e sessanta centesimi, ma due settimane dopo era stato licenziato dall’azienda poiché quest’ultima non era sicura del consenso dell’addetto.

L’azienda aveva contestato al dipendente, che lavorava nella società da oltre 14 anni, due accuse: appropriazione indebita e minacce nei confronti di un collega. Tuttavia, entrambe le contestazioni sono state smontate durante il procedimento giudiziario.

La Sentenza del Tribunale

La giudice del lavoro Natalia Pala ha smontato le accuse e ritenuto le minacce generiche: il lavoratore poteva essere considerato al limite sgarbato. Per quanto riguarda le monete recuperate, non è stato ritenuto possibile giungere alla verità della questione, ma ciò è comunque irrilevante per l’azienda e il licenziamento è “obiettivamente sproporzionato rispetto alla gravità della condotta”, soprattutto considerando gli oltre 14 anni di rapporto lavorativo.

Per la corte “non conta tanto stabilire se il dipendente si fosse appropriato indebitamente o con consenso delle monete, ai fini del licenziamento, ma se ci siano state conseguenze negative per la ditta”. Il Tribunale ha quindi condannato l’azienda a corrispondere al lavoratore un indennizzo pari a 18 mensilità, confermando però la conclusione del rapporto di lavoro.

Conclusioni: Il Principio di Proporzionalità

Questo caso evidenzia l’importanza del principio di proporzionalità nel diritto del lavoro italiano. Il licenziamento è stato definito nella sentenza “obiettivamente sproporzionato” e di conseguenza illegittimo, dimostrando che l’applicazione della legge sui licenziamenti necessita comunque del rispetto del principio di proporzionalità della punizione.

Per i lettori e i lavoratori italiani, questa sentenza rappresenta un importante promemoria: le sanzioni disciplinari, incluso il licenziamento, devono sempre essere commisurate alla gravità dell’infrazione e considerare la storia lavorativa del dipendente. Un licenziamento per una somma così esigua, dopo oltre un decennio di servizio senza precedenti, è stato giustamente ritenuto eccessivo dalla magistratura.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

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