Un patrimonio storico dell’informazione sarda
L’Unione Sarda è un quotidiano dell’isola di Sardegna ed è il giornale più antico della Sardegna ancora in pubblicazione. La prima uscita risale al 13 ottobre 1889, quando nacque come pubblicazione settimanale per poi trasformarsi rapidamente in quotidiano. Nei suoi oltre 135 anni di storia, il giornale ha documentato la vita della regione, dalle vicende politiche agli eventi sociali, diventando un riferimento imprescindibile per i sardi.
Tra i collaboratori storici figura anche Antonio Gramsci, che pubblicò sul giornale il suo primo articolo. Questa eredità culturale testimonia l’importanza che L’Unione Sarda ha sempre avuto nel panorama intellettuale e giornalistico italiano.
Innovazione e presenza multimediale
Il giornale ha sede a Cagliari ed è di proprietà dell’imprenditore italiano Sergio Zuncheddu. L’editore spiega che il gruppo è riuscito a far quadrare i conti diversificando i canali di informazione, mettendo insieme quotidiano, web, radio, tv e attività industriale di stampa, generando oltre un milione di contatti al giorno.
Il giornale è stato tra i primi quotidiani europei ad avere un proprio sito web, lanciato nel 1994. Questa lungimiranza tecnologica ha permesso a L’Unione Sarda di rimanere competitiva nell’era digitale, offrendo ai lettori contenuti multimediali attraverso diverse piattaforme.
Il ruolo attuale e le prospettive
Oggi L’Unione Sarda continua a essere il quotidiano più diffuso della Sardegna, coprendo cronaca locale, politica, economia, sport e cultura. Secondo tradizione, il 2 gennaio 2026, insieme al quotidiano, i lettori in edicola hanno trovato in regalo il calendario 2026. Questo tipo di iniziative consolida il legame con i lettori e mantiene viva la tradizione del giornalismo cartaceo.
Il quotidiano affronta anche temi di grande attualità per la regione, come la questione ambientale e lo sviluppo territoriale. La testata si conferma così non solo come cronista della vita quotidiana sarda, ma anche come voce attiva nel dibattito pubblico regionale, continuando una missione informativa iniziata più di un secolo fa e proiettata verso il futuro digitale.