lunedì, 26 Gennaio 2026
Non categorizzato 18 Gennaio 2026 3 min di lettura

Matteo Lancini e l’analisi del disagio giovanile: tra violenza ed emozioni non espresse

Chi è Matteo Lancini

Matteo Lancini è uno psicologo e psicoterapeuta, presidente della Fondazione Minotauro di Milano e docente presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Milano-Bicocca. Da anni si occupa del mondo adolescenziale, analizzando fenomeni come il ritiro sociale, le dipendenze tecnologiche e il disagio giovanile. È autore di numerose pubblicazioni sull’adolescenza, tra cui “Il ritiro sociale negli adolescenti. La solitudine di una generazione iperconnessa” (Raffaello Cortina, 2019) e “Cosa serve ai nostri ragazzi. I nuovi adolescenti spiegati ai genitori, agli insegnanti, agli adulti” (Utet, 2020).

La violenza giovanile come disagio emotivo

In questi giorni, Matteo Lancini è tornato al centro del dibattito pubblico per le sue dichiarazioni sulla violenza tra adolescenti. Lancini afferma che la violenza rappresenta spesso un disagio legato a emozioni non espresse, come rabbia e paura. L’esperto sottolinea come si tratti di un problema che coinvolge non solo l’ambito educativo, ma anche la società nel suo insieme, evidenziando l’incapacità degli adulti di aiutare le persone a comunicare e gestire le proprie emozioni. Riferendosi al recente episodio di La Spezia, dove uno studente è stato accoltellato da un coetaneo, Lancini ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un dialogo aperto e di un sostegno emotivo più efficace.

Il nuovo libro: “Chiamami adulto”

Al centro dell’attività recente di Lancini c’è la presentazione di “Chiamami adulto” (Raffaello Cortina Editore), volume che conclude la trilogia iniziata nel 2021 con “L’età tradita” e proseguita con “Sii te stesso a modo mio”. Nel libro, Lancini esplora i molteplici contesti e le modalità con cui gli adolescenti costruiscono relazioni: famiglia, scuola, ambienti digitali, stanze di psicoterapia, gruppo dei pari e rapporto di coppia. Il volume invita gli adulti a essere presenti in modo autentico nella vita dei giovani, senza cadere nella trappola del controllo o del giudizio.

La critica al divieto tecnologico nelle scuole

Lancini contesta la tendenza a considerare gli strumenti digitali come causa principale del disagio giovanile e invita gli adulti a interrogarsi sulla propria capacità di essere “adulti significativi” in grado di costruire relazioni autentiche con gli adolescenti. L’approccio del divieto, osserva Lancini, non produce risultati e rischia di escludere i giovani proprio dai luoghi in cui dovrebbero imparare a gestire i propri strumenti. Per lo psicologo, la scuola dovrebbe insegnare ai ragazzi a navigare consapevolmente il mondo digitale, piuttosto che vietarlo.

Conclusioni: la necessità di adulti autentici

Il messaggio di Matteo Lancini è chiaro: la società contemporanea ha urgente bisogno di adulti capaci di ascoltare davvero i giovani, senza giudicarli o cercare di “aggiustarli”. La fragilità degli adolescenti è spesso lo specchio della fragilità degli adulti stessi, che faticano a fornire punti di riferimento solidi. Solo attraverso relazioni autentiche e un’educazione emotiva più profonda sarà possibile prevenire comportamenti violenti e aiutare le nuove generazioni a costruire un’identità più solida e un futuro più sereno.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

Vedi tutti gli articoli →