Il Mondo del Ciclismo Piange Michele Dancelli
Il ciclismo italiano piange Michele Dancelli, deceduto questo pomeriggio a Castenedolo, in provincia di Brescia, nella RSA dove da tempo era ricoverato: aveva 83 anni. Dancelli era uno dei nomi più importanti del ciclismo italiano negli anni ’60 e primi anni ’70. La sua scomparsa rappresenta la perdita di un’icona che ha segnato un’epoca straordinaria dello sport su due ruote.
La Storica Vittoria alla Milano-Sanremo del 1970
Il suo risultato più memorabile fu probabilmente la sua impresa all’edizione 1970 della Milano-Sanremo, che vinse dopo un attacco a 70 km dall’arrivo. Michele Dancelli divenne famoso per aver spezzato nel 1970 una sorta di maledizione che aveva impedito agli italiani di vincere la Milano-Sanremo dal 1953. All’arrivo in Via Roma, Dancelli trionfò con un vantaggio di oltre un minuto e mezzo sull’olandese Karstens e sul belga Leman. Fu un momento carico di emozioni, con lacrime di gioia che commossero l’intera squadra e i tifosi italiani.
Una Carriera Brillante e Ricca di Successi
Le sue principali vittorie includono una Milano-San Remo (1970), la Flèche Wallonne del 1966, tre edizioni del Giro dell’Appennino (1965-1967), due Trofeo Laigueglia (1968 e 1970). Ha anche vinto 11 tappe in totale al Giro d’Italia e una tappa al Tour de France del 1969. Michele Dancelli fu un ciclista professionista su strada dall’Italia, attivo tra il 1963 e il 1974. La sua carriera totalizzò circa 80 vittorie, conquistate con determinazione e coraggio.
Dalle Origini Umili al Successo
Di umili origini, Dancelli prima di diventare corridore faceva il manovale in cantiere, ma la bici gli piaceva e andava forte, tanto che fece una scommessa con la madre: «Avrei lasciato il lavoro per un anno: se fossero arrivati dei risultati avrei continuato, altrimenti sarei tornato in cantiere. E se ce l’avessi fatta avrei potuto finalmente comprarle una casa». Questa storia di riscatto sociale e sportivo ha reso Dancelli particolarmente amato dal pubblico italiano.
L’Eredità di un Campione Amato
Di quella generazione di fenomeni degli anni ’60 e ’70, era il corridore più simpatico. Il più ribelle, forse anche il più pazzo. Michele Dancelli non era solo un grande atleta, ma anche un personaggio carismatico che incarnava lo spirito autentico del ciclismo. La sua vittoria alla Milano-Sanremo ispirò anche la creazione del famoso logo dell’Asso di Picche di Colnago. Con la sua scomparsa, il ciclismo italiano perde una figura leggendaria che continuerà a ispirare le future generazioni di ciclisti.