venerdì, 30 Gennaio 2026
Non categorizzato 8 Gennaio 2026 2 min di lettura

Motivi Abietti: l’Aggravante che Segna i Reati più Gravi

Cos’è l’Aggravante dei Motivi Abietti

Il motivo abietto indica una condotta che appare vergognosa, inaccettabile secondo i principi morali accolti in un certo momento dall’ordinamento giuridico. Questa circostanza aggravante, prevista dall’articolo 61, numero 1 del Codice Penale italiano, rappresenta uno degli strumenti più severi a disposizione della magistratura per valutare la gravità di un reato.

Si definisce abietto il motivo che, secondo il sentire comune di un determinato momento storico, sia vile, spregevole, ignobile e turpe e riveli la perversità del reo, destando ripugnanza nel soggetto medio di una determinata comunità di riferimento. La distinzione è fondamentale: il motivo abietto è quello non condivisibile da comune sentire, mentre il motivo futile è un non-motivo.

L’Attualità: Il Caso del Capotreno di Bologna

Il tema dei motivi abietti è tornato prepotentemente alla cronaca nel gennaio 2026 con l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio. La Procura di Bologna ha contestato l’omicidio con due aggravanti a Marin Jelenic, 36enne croato: l’aver agito per motivi abietti e l’aver commesso il fatto nelle immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie. Questo caso ha riacceso il dibattito sull’importanza di questa aggravante nel sistema penale italiano.

L’applicazione dell’aggravante dei motivi abietti non è automatica. Nella qualificazione del motivo come abietto, il giudice non può prescindere, nel suo scrutinio, dalle ragioni soggettive dell’agire in termini di riferimenti culturali, nazionali e religiosi. Questo principio, stabilito dalla Cassazione, riconosce la complessità della valutazione giuridica in una società multiculturale.

Quando si Applica e Perché è Importante

L’aggravante dei motivi abietti ha conseguenze pesantissime: determina un aumento fino ad un terzo della pena inflitta e, qualora ricorrente nei delitti di omicidio, comporta la punibilità con la pena dell’ergastolo. Nel contesto attuale, in assenza di una legge anti omofobia in Italia, la magistratura riconosce talvolta l’aggravante dei motivi abietti e futili in caso di odio omotransfobico, sebbene questo rappresenti un “rattoppo” piuttosto che una norma specifica.

Le due aggravanti dei motivi futili e abietti difficilmente possono coesistere e possono essere entrambe ravvisate solo in presenza di una adeguata motivazione, come stabilito dalla Cassazione. La distinzione rimane quindi cruciale per l’applicazione corretta della giustizia e per garantire che ogni condotta criminale sia valutata secondo parametri appropriati e costituzionalmente conformi.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

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