Tragedia nel quartiere di Via Popilia
Nella mattinata del 13 gennaio 2026, la città di Cosenza è stata scossa da un inquietante episodio di cronaca nera, quando il corpo senza vita di un uomo è stato rinvenuto all’interno di un’autovettura parcheggiata nel quartiere popolare di via Popilia, in prossimità di piazza Grimaldi. La vittima è Luca Carbone, 48 anni, trovato riverso all’interno della sua Ford Fiesta con evidenti segni di colpi d’arma da fuoco.
La dinamica dell’omicidio
Il corpo del 48enne è stato trovato riverso sul sedile di guida della sua auto nei pressi di Largo della Consulta Femminile, all’ultimo lotto di Via Popilia, davanti la sua abitazione. A terra, accanto all’auto, sono stati rinvenuti tre bossoli compatibili con un’arma da fuoco, uno dei quali sarebbe stato esploso attraverso il parabrezza del veicolo. Uno dei colpi, ritenuto mortale, avrebbe raggiunto la vittima al torace o all’addome, causando una ferita letale. L’uomo avrebbe sparato dal balcone del suo appartamento al quinto piano, a causa di dissapori di vicinato.
Il fermo del sospettato
È stato infatti eseguito un decreto di fermo d’indiziato di delitto nei confronti di Franco De Grandis, ritenuto il principale sospettato dell’omicidio. Le perquisizioni eseguite nello stesso stabile avrebbero consentito di individuare un appartamento nella disponibilità dell’indagato all’interno del quale è stata rinvenuta un’arma ritenuta compatibile con quella utilizzata per gli spari che hanno raggiunto Luca Carbone. L’uomo, Francesco De Grandis, ha ammesso di avere sparato alla vittima ma si è giustificato dicendo che la sua intenzione era “intimidire” e non uccidere.
Le indagini e il movente
Le attività investigative sono state coordinate dal procuratore capo Vincenzo Capomolla, con il sostituto procuratore Veronica Rizzaro presente fin dalle fasi iniziali del sopralluogo. Gli investigatori, con il supporto dei vigili del fuoco per gli accessi tecnici, hanno escluso fin da subito un collegamento diretto con la criminalità organizzata. Ha invece preso corpo l’ipotesi di un delitto maturato in un contesto di conflittualità privata, verosimilmente legata a dissidi di vicinato o a problematiche condominiali.
Chi era Luca Carbone
Luca Carbone negli ultimi tempi aveva svolto la professione di pizzaiolo anche se al momento era disoccupato. L’uomo proprio stamani, secondo quanto si è appreso, era stato a fare dei colloqui di lavoro e una decina di giorni fa aveva perso il padre. Un’amica, giunta sul luogo dell’omicidio, ha parlato di un ragazzo tranquillo che si prendeva cura della mamma e del fratello, non autosufficienti che vivono in un’altra zona.
Significato per la comunità
Questo tragico evento ha profondamente scosso la comunità cosentina, evidenziando come tensioni apparentemente banali possano degenerare in violenze estreme. L’indagato è assistito dall’avvocato Amabile Cuscino, mentre si attendono gli esiti dell’autopsia disposta dalla Procura per chiarire definitivamente le cause della morte. L’episodio solleva interrogativi sulla gestione dei conflitti di vicinato e sulla necessità di interventi preventivi per evitare che situazioni di tensione possano trasformarsi in tragedie irreparabili.