La Risoluzione del Contratto tra Origi e il Milan
Secondo fonti tra cui La Gazzetta dello Sport e Sky Sport Italia, è stato raggiunto l’accordo per terminare il contratto consensualmente. Il rapporto tra Divock Origi e l’AC Milan è giunto al termine. L’attaccante belga, che si è unito ai Rossoneri con un trasferimento a parametro zero nell’estate del 2022, lascia il club dopo stagioni deludenti caratterizzate da prestiti e totale mancanza di utilizzo.
Un Trasferimento Fallimentare
L’AC Milan ha buone notizie, poiché dopo l’arrivo di Niclas Fullkrug questa sera, hanno finalmente terminato il contratto con Divock Origi dopo mesi di trattative con uno dei loro peggiori acquisti di sempre. Il contratto doveva durare solo fino a giugno 2026, ed era stato effettivamente congelato per un anno e mezzo, ma si era rifiutato di interrompere l’accordo lucrativo. La sua ultima apparizione con la maglia del Milan è stata nel maggio 2023.
Il caso Origi rappresenta uno dei momenti più difficili della recente storia del club. Il belga non si è nemmeno preoccupato di allenarsi con la squadra giovanile, dato che era felice di intascare il suo lucroso stipendio di 4 milioni di euro a stagione senza essere in campo. Si afferma che Origi non si sia nemmeno disturbato ad allenarsi con la Milan Futuro, viaggiando invece tra Roma e Firenze lavorando con un personal trainer per mantenersi in forma.
Significato e Prospettive Future
Sarà ora disponibile come free agent a partire da gennaio. Questa risoluzione contrattuale rappresenta un sollievo significativo per il Milan, che può finalmente chiudere un capitolo difficile e concentrarsi su nuovi acquisti. Per Origi, ex stella del Liverpool con un passato glorioso in Premier League e Champions League, la separazione offre l’opportunità di rilanciarsi altrove, anche se la mancanza di minuti di gioco negli ultimi anni rappresenterà una sfida per trovare una nuova sistemazione.
La vicenda Origi serve da monito per i club sul rischio di contratti a lungo termine per giocatori a parametro zero, dimostrando che anche i trasferimenti “gratuiti” possono avere costi elevati in termini di stipendi e gestione.