L’espulsione in Lazio-Napoli
Il 4 gennaio 2026, durante la partita Lazio-Napoli vinta 2-0 dagli azzurri, Pasquale Mazzocchi è stato espulso insieme ad Adam Marusic all’88° minuto a causa di una rissa scoppiata sulla linea laterale. I due giocatori hanno perso il controllo iniziando a spintonarsi ed entrando in contatto ravvicinato fino a strattonarsi a vicenda la maglia. Antonio Conte è intervenuto per placare la rissa, cercando di bloccare il suo giocatore ed evitare che la situazione diventasse ancora più caotica.
Un anno memorabile: il 2025 di Mazzocchi
Nonostante le difficoltà recenti, il terzino del Napoli ha ricordato il 2025 su Instagram come un anno che resterà nel suo cuore per sempre. Il calciatore napoletano classe 1995 ha vissuto un’annata ricca di emozioni con la maglia azzurra, anche se lo spazio in campo si è progressivamente ridotto sotto la gestione di Antonio Conte.
Il futuro: cessione in vista a gennaio
Pasquale Mazzocchi è verso la cessione a gennaio, con il Sassuolo principale candidato ad aggiudicarsi i suoi diritti sportivi. Il 30enne esterno destro è in cerca di una nuova squadra, e le voci di mercato lo accostano principalmente a Sassuolo e Parma, con nuovi contatti avvenuti nelle scorse ore per un possibile acquisto a titolo definitivo.
Il Napoli accelererebbe le trattative per l’addio del suo numero 30, che libererebbe spazio in lista ed anche nel monte ingaggi. Antonio Conte non lo considera parte del progetto tecnico: doveva essere il vice Di Lorenzo, ma l’ex Salernitana è rimasto inchiodato in panchina, fuori dalle rotazioni.
Significato per i tifosi
La possibile partenza di Mazzocchi rappresenta un momento di transizione per il Napoli. L’eventuale addio creerebbe spazio per eventuali nuovi innesti in altri reparti, sebbene il giocatore sia molto legato alla piazza partenopea. Per il calciatore napoletano, nato e cresciuto nel capoluogo campano, un trasferimento significherebbe lasciare la sua città per trovare maggiore continuità e spazio in campo, elemento fondamentale per la carriera di un atleta di 30 anni ancora nel pieno della maturità calcistica.