L’Importanza della Pensione di Reversibilità nel 2026
La pensione di reversibilità rappresenta un sostegno economico fondamentale per migliaia di famiglie italiane che affrontano la perdita di un caro. Nel 2026, questa prestazione previdenziale erogata dall’INPS ai familiari superstiti (coniuge, figli e genitori) di un pensionato o lavoratore deceduto subisce cambiamenti importanti, con modifiche sugli importi e sulle modalità di ripartizione. Le novità riguardano non solo le rivalutazioni previste per legge, ma anche le soglie reddituali che determinano eventuali riduzioni dell’assegno, rendendo essenziale per i beneficiari comprendere come queste modifiche influenzeranno il loro reddito familiare.
Rivalutazioni e Aumenti degli Importi 2026
Nel 2026 è prevista una rivalutazione dell’1,4% per gli importi fino a quattro volte il minimo, ridotta al 90% tra quattro e cinque volte il minimo e al 75% per le fasce superiori. È importante sottolineare che l’adeguamento non agisce direttamente sulla percentuale spettante al superstite: interviene prima sulla pensione originaria del titolare deceduto e solo dopo quell’importo viene ripartito tra i beneficiari.
Una novità rilevante riguarda l’aumento della maggiorazione sociale, che aggiunge circa 20 euro alla base pensionistica prima della ripartizione, portando la base potenziale a circa 768,30 euro e traducendosi in circa 461 euro al coniuge e 154 euro a ciascun figlio in uno schema tipo. Le aliquote di ripartizione restano invariate: il coniuge riceve il 60% della pensione, l’80% con un figlio, il 100% con due figli.
Nuove Soglie di Reddito e Tagli agli Assegni
Il sistema di riduzioni è stato aggiornato in base al trattamento minimo di 611 euro mensili. Le fasce di riduzione rimangono tre, ma con valori rivisti: oltre 23.862,15 euro annui è prevista una diminuzione del 25%, sopra 31.816,20 euro il taglio sale al 40%, oltre 39.769,25 euro la riduzione arriva al 50%.
L’aumento nominale dei redditi può essere sufficiente a superare una soglia e a far scattare il passaggio a una fascia di riduzione più pesante, con effetti immediati sull’importo liquidato. Questo significa che anche piccole variazioni del reddito personale possono avere un impatto significativo sull’assegno percepito.
Chi È Escluso dai Tagli
La presenza nel nucleo di figli minorenni, studenti ancora a carico o soggetti con disabilità mette al riparo dalle penalizzazioni: in queste situazioni l’assegno resta integralmente cumulabile e non scattano decurtazioni. La Corte Costituzionale, con la decisione n. 162/2022, ha chiarito che il taglio non può superare i redditi che hanno determinato la decurtazione, garantendo equilibrio e tutela dei beneficiari.
Conclusioni e Prospettive per i Beneficiari
Le modifiche introdotte nel 2026 alla pensione di reversibilità richiedono particolare attenzione da parte dei beneficiari. Sebbene la rivalutazione dell’1,4% rappresenti un incremento nominale importante, l’aggiornamento delle soglie reddituali può ridurre o annullare completamente i vantaggi dell’aumento per chi percepisce altri redditi. I beneficiari dovrebbero verificare attentamente la propria situazione reddituale per valutare l’impatto effettivo delle nuove disposizioni e, se necessario, rivolgersi a consulenti previdenziali per ottimizzare la propria posizione e tutelare il diritto a un sostegno economico adeguato in un momento di difficoltà familiare.