Un anniversario che riaccende la memoria
Il 6 gennaio 1980 veniva ucciso a Palermo Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia. Quarantacinque anni dopo l’agguato costato la vita al politico, si è svolta una manifestazione commemorativa in viale Libertà, a pochi passi dal luogo in cui venne ucciso con colpi di pistola calibro 38. Piersanti Mattarella era il fratello maggiore di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica italiana dal 2015. La sua figura rimane un simbolo della lotta contro la criminalità organizzata e della difesa della legalità.
Un politico contro il sistema mafioso
Secondo il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, Mattarella fu ucciso perché stava realizzando un vero progetto rivoluzionario che mirava a spezzare le relazioni consolidate tra burocrazia, politica, imprese e mafia attraverso un profondo cambiamento nella gestione della Regione. Durante il suo mandato, Mattarella decise di ripulire gli appalti pubblici che beneficiavano Cosa Nostra, approvando una legge che imponeva gli stessi standard edilizi utilizzati nel resto d’Italia, rendendo così illegali molti progetti di costruzione mafiosi.
Nuovi sviluppi investigativi dopo 45 anni
Quarantacinque anni dopo il delitto, la procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati due uomini di Cosa Nostra, Antonino Madonia e Giuseppe Lucchese, già detenuti all’ergastolo. I due killer di Cosa Nostra sono ufficialmente sotto inchiesta 45 anni dopo l’omicidio del presidente della Sicilia, avvenuto il 6 gennaio 1980. Secondo il pentito Marino Mannoia, gli esecutori dell’omicidio furono diversi killer mafiosi, mentre i mandanti erano membri della Commissione di Cosa Nostra; nel 1995 furono condannati all’ergastolo.
Un’eredità che ispira le nuove generazioni
La lotta di Piersanti Mattarella per una politica onesta e trasparente ha dimostrato che il cambiamento è possibile anche nei momenti più difficili; ha pagato con la vita la sua fermezza contro la mafia, ma il suo esempio invita ogni giorno a non abbassare la guardia nella difesa dei valori democratici. Sergio Mattarella ha dichiarato di aver deciso di entrare in politica dopo l’assassinio del fratello, avendo precedentemente concentrato la sua carriera come avvocato e accademico. Il sacrificio di Piersanti Mattarella continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per chi crede nella giustizia sociale e nel rispetto delle istituzioni, ricordando alle nuove generazioni che la battaglia contro le mafie è una responsabilità collettiva.