sabato, 14 Febbraio 2026
Non categorizzato 21 Gennaio 2026 3 min di lettura

Prosciutto Cotto Cancerogeno: Cosa Significa la Classificazione dell’OMS e Come Consumarlo Consapevolmente

La Classificazione dell’OMS Non È una Novità

Negli ultimi giorni sui social sono circolate notizie allarmanti sul prosciutto cotto classificato come cancerogeno, ma questa classificazione è stata confermata dall’OMS nell’ottobre del 2015, quindi non si tratta di una scoperta recente. Nella categoria delle carni trasformate non c’è solo il prosciutto cotto, ma anche altri salumi come il prosciutto crudo, il salame, la bresaola, lo speck, la pancetta e la mortadella.

Cosa Significa “Cancerogeno di Gruppo 1”

Nel 2015, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha analizzato la letteratura scientifica e ha concluso che il consumo di carni trasformate aumenta la probabilità di contrarre il tumore al colon, inserendole nel Gruppo 1 dei “cancerogeni certi”. Tuttavia, “cancerogeno di tipo 1” significa che aumenta la probabilità di contrarre una tipologia di cancro, non che è sicuro al 100% che si sviluppi.

Il rischio aumenta di circa +18% per 50 grammi al giorno di carne processata, l’equivalente di circa due fette di prosciutto cotto. Il Gruppo 1 indica quanto è solida la prova scientifica, non quanto è potente il cancerogeno: il fumo e l’alcol sono molto più “potenti” e aggressivi delle carni trasformate.

Le Cause della Cancerogenicità

Il motivo è da ricercare soprattutto nell’elevata concentrazione di ferro eme, di sale e conservanti come nitriti e nitrati. I nitriti e i nitrati, conservanti utilizzati nella salagione, possono dare origine a nitrosammine, sostanze chimiche con potenziale cancerogeno che possono danneggiare il DNA delle cellule e favorire processi infiammatori.

Raccomandazioni per un Consumo Consapevole

Il rischio è dose-dipendente: consumare prosciutto cotto saltuariamente non è pericoloso, ma il problema nasce da un consumo quotidiano e prolungato. Le linee guida del World Cancer Research Fund sono chiare: non serve eliminare drasticamente tutto, ma bisogna limitare il più possibile il consumo di carni lavorate, seguendo il principio “meno è meglio”.

Le principali linee guida (OMS, WCRF, European Code Against Cancer) raccomandano di limitare fortemente le carni processate e preferire fonti proteiche non processate. Una dieta ricca di fibre, frutta e verdura può contribuire a ridurre il rischio oncologico complessivo.

Conclusioni: Equilibrio e Consapevolezza

La classificazione del prosciutto cotto come cancerogeno non deve generare allarmismo eccessivo, ma invita a una maggiore consapevolezza alimentare. Dire che il prosciutto cotto è cancerogeno non significa che una fetta causi automaticamente il tumore: il Gruppo 1 indica la solidità delle prove scientifiche, non il livello di pericolo. La chiave sta nel consumo moderato, occasionale e nell’adozione di uno stile di vita sano, privilegiando una dieta varia ed equilibrata ricca di alimenti freschi e non processati.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

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