giovedì, 22 Gennaio 2026
Non categorizzato 20 Gennaio 2026 2 min di lettura

Prosciutto Cotto: Tra Classificazione OMS e Tradizione Italiana

Il Prosciutto Cotto e la Classificazione dell’OMS

Negli ultimi giorni, il prosciutto cotto è tornato al centro dell’attenzione mediatica a causa della diffusione sui social di contenuti allarmistici riguardanti la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tuttavia, è importante chiarire subito che non si tratta di una novità: la classificazione delle carni trasformate come “cancerogeni di tipo 1” è stata confermata dall’OMS nell’ottobre del 2015, quindi oltre 10 anni fa.

Il prosciutto cotto rientra nella definizione di carne lavorata se è stato salato, affumicato, conservato con nitriti/nitrati o sottoposto ad altri processi di trasformazione. “Cancerogeno di tipo 1” significa che aumenta la probabilità di contrarre una tipologia di cancro, non che è sicuro al 100% che si manifesti. Gli esperti raccomandano di limitarne il consumo nell’ambito di una dieta equilibrata.

Un Salume dalle Radici Antiche

Tra tutti i salumi di cui l’Italia è generosa produttrice e sapiente consumatrice, il cotto si conferma ogni anno uno dei prodotti alimentari più amati dagli italiani. Il prosciutto cotto è il primo prodotto di salumeria consumato in Italia, con una quota del 27,1% e un volume di vendita di 274.800 tonnellate.

La sua storia è antichissima: il prosciutto cotto risale come produzione ai romani, che utilizzavano una bollitura effettuata con fichi secchi e foglie di alloro, dopodiché il tutto veniva ricoperto con miele e si procedeva ad una cottura in crosta.

Produzione e Mercato in Crescita

Il settore del prosciutto cotto mostra segnali positivi. Nel 2023 la produzione di prosciutto cotto ha raggiunto le 292.800 tonnellate, con una crescita dell’1%, per 2.280 milioni di euro, +7,7%. Anche l’export cresce: sono state inviate all’estero 23.710 tonnellate di prosciutto cotto per 201,9 milioni di euro, con un incremento del 6,1% in quantità e del 12,2% in valore.

Nell’ultimo decennio nella produzione di questo salume sono entrati gli artigiani proponendo specialità migliori e con una minore quantità di additivi, rispondendo alla crescente domanda di qualità da parte dei consumatori.

Conclusioni: Un Equilibrio tra Tradizione e Consapevolezza

Il prosciutto cotto rimane un pilastro della gastronomia italiana, apprezzato per la sua versatilità e il sapore delicato. La chiave per un consumo responsabile sta nella moderazione e nella scelta di prodotti di qualità, preferibilmente artigianali e con ingredienti controllati. La consapevolezza delle classificazioni sanitarie non deve generare allarmismo, ma piuttosto stimolare scelte alimentari più informate e bilanciate all’interno di una dieta varia ed equilibrata.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

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