Un Ritiro Doloroso per il Giovane Talento Belga
Il tennista belga Raphaël Collignon, 24 anni e numero 72 del ranking ATP, è stato costretto all’abbandono al primo turno degli Australian Open 2026 contro l’italiano Lorenzo Musetti, numero 5 del mondo. La partita si è conclusa sul punteggio di 4-6, 7-6 (7/3), 7-5, 3-2, dopo tre ore e cinque minuti di gioco intenso. Colpito da crampi, il tennista di Liegi ha dovuto gettare la spugna nel quarto set.
Una Stagione 2025 di Crescita Straordinaria
Collignon ha raggiunto per la prima volta la top 100 nel febbraio 2025, con un ranking di numero 98. Il 2025 è stata una stagione di svolta: ha vinto due titoli Challenger a Pau e Monza. Il momento più importante della sua carriera è arrivato agli US Open 2025, dove ha ottenuto la sua prima vittoria in un Grande Slam battendo Daniel Elahi Galán al primo turno, per poi sconfiggere la testa di serie numero 12 Casper Ruud.
Il Sostegno del Padre Neurochirurgo
Il padre di Raphaël, Frederic, è un neurochirurgo. Nato a Rochester, Minnesota, ‘Raph’ aveva solo un anno quando la famiglia si trasferì in Belgio. Seguito dall’ex tennista Steve Darcis e accompagnato da una preparatrice mentale, Collignon ha trovato la stabilità che gli mancava. L’approccio mentale del padre, abituato a gestire la pressione in sala operatoria, ha ispirato il giovane tennista nella sua preparazione psicologica.
L’Inizio Promettente del 2026
Prima dell’Australian Open, Collignon ha sconfitto il suo idolo Grigor Dimitrov a Brisbane con il punteggio di 7-6(1), 6-3, salvando tutti e tre i break point affrontati e vincendo l’82% dei punti con la prima di servizio. Raggiungendo così il suo secondo quarto di finale a livello ATP tour, affrontando poi Brandon Nakashima.
Prospettive Future
Nonostante il ritiro amaro a Melbourne, con un record di 8-9 nei tornei ATP Tour o nei tabelloni principali dei Grand Slam nel 2025, Collignon è ben posizionato per puntare alla top 50 nella prossima stagione. Il tennis belga, alla ricerca di nuove stelle dopo l’era di David Goffin, vede in Raphaël Collignon una promessa importante per il futuro dello sport nazionale.