lunedì, 9 Febbraio 2026
Non categorizzato 15 Gennaio 2026 3 min di lettura

Referendum Giustizia 2026: Cosa Devono Sapere gli Italiani

Introduzione: Un Appuntamento Cruciale per il Sistema Giudiziario Italiano

Il 22 e 23 marzo 2026 gli italiani saranno chiamati alle urne per un referendum popolare confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia. La consultazione riguarda la legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025. Si tratta di un momento decisivo che inciderà profondamente sull’assetto della magistratura italiana e sui rapporti tra i poteri dello Stato.

I Contenuti della Riforma: Separazione delle Carriere e Nuove Istituzioni

Il progetto introduce la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente, superando l’attuale sistema unitario. La riforma prevede l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti, uno per i magistrati giudicanti e uno per i pubblici ministeri. Inoltre, viene creata una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari, che accentra la competenza disciplinare oggi in capo al Consiglio Superiore della Magistratura.

La legge costituzionale modifica gli articoli 87, 102, 104, 105, 106 e 107 della Costituzione. Il quesito sottoposto agli elettori chiede semplicemente: “Approvate il testo della legge costituzionale?” con le uniche opzioni possibili di risposta “Sì” o “No”.

Le Modalità di Voto e le Regole del Referendum Confermativo

Il referendum confermativo non richiede il raggiungimento di un quorum di partecipazione per essere valido. La riforma sarà approvata se otterrà la maggioranza dei voti validamente espressi. Questo significa che, a differenza dei referendum abrogativi, non è necessario che voti almeno il 50% degli aventi diritto.

La riforma sulla giustizia avrebbe dovuto ottenere la maggioranza dei due terzi dei componenti delle Camere per essere direttamente approvata in Parlamento. Il 18 settembre 2025, l’Aula di Montecitorio ha dato il via libera al provvedimento con 243 sì su 400, al di sotto della soglia dei due terzi, rendendo così necessario il passaggio referendario.

Conclusioni: Una Scelta di Sistema per il Futuro della Giustizia

Il referendum del 22-23 marzo 2026 rappresenta un momento di partecipazione democratica fondamentale, in cui i cittadini sono chiamati a decidere direttamente su una riforma costituzionale che ridisegna l’architettura della magistratura italiana. La consultazione non solo determinerà l’assetto futuro del sistema giudiziario, ma avrà implicazioni significative sui rapporti tra potere giudiziario e potere politico.

Se prevarranno i “Sì”, la riforma entrerà in vigore modificando profondamente l’organizzazione della magistratura. Se invece dovessero vincere i “No”, il testo approvato dal Parlamento non sarà promulgato e l’attuale sistema unitario rimarrà invariato. Nelle prossime settimane, la campagna referendaria si intensificherà per consentire ai cittadini di esprimere una scelta informata e consapevole su una questione così delicata per il futuro della democrazia italiana.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

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