Un Risultato Storico per la Democrazia Partecipativa
Ha raggiunto il quorum delle 500mila firme la raccolta promossa dai 15 cittadini che hanno lanciato l’iniziativa popolare di un referendum contro la riforma costituzionale della Giustizia. Venticinque giorni per raccogliere mezzo milione di firme: un traguardo straordinario che dimostra la forte partecipazione civica dei cittadini italiani su una questione di rilevanza costituzionale. L’iniziativa, partita il 19 dicembre 2025, rappresenta un momento cruciale per il dibattito democratico sulla riforma della magistratura.
La Riforma Nordio e le Questioni Controverse
Il termine per la raccolta delle firme scade il 30 gennaio 2026, ma il referendum è stato fissato per il 22 e 23 marzo 2026. La raccolta è stata promossa per provare a spostare le date indicate dall’esecutivo per lo svolgimento della consultazione popolare sul disegno di legge relativo alla separazione delle carriere. La riforma costituzionale, conosciuta come riforma Nordio, modifica l’ordinamento giurisdizionale e istituisce una Corte disciplinare, sollevando preoccupazioni sull’indipendenza della magistratura.
Le Reazioni Politiche e le Prospettive Future
Esulta l’opposizione, in primis con il Partito democratico e il Movimento Cinque Stelle che parla di “risultato incredibile”. “Il raggiungimento delle 500 mila firme in poche settimane è un risultato straordinario ed è la miglior risposta delle cittadine e dei cittadini all’arroganza di un governo che vuole agire in maniera impunita”, ha dichiarato Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra. La questione delle date scelte dall’esecutivo potrebbe diventare oggetto di un conflitto di attribuzione contro il governo di fronte alla Corte costituzionale.
Significato per i Cittadini
Il successo della raccolta firme rappresenta un importante segnale di partecipazione democratica. “In questi 24 giorni firmare è stato un atto sommamente politico di difesa della legalità costituzionale e di presa di parola collettiva”, ha affermato Carlo Guglielmi, portavoce del Comitato promotore. Il raggiungimento del quorum consentirà ai cittadini di esprimersi consapevolmente su una riforma che incide profondamente sugli equilibri costituzionali del Paese, garantendo un dibattito più ampio e informato prima della consultazione referendaria.