Introduzione: La Legge Fornero al Centro del Dibattito
La riforma delle pensioni Fornero torna al centro del dibattito pubblico italiano nel 2026, con la legge di bilancio che rafforza ulteriormente il sistema introdotto nel 2011. Il sistema pensionistico italiano è stato profondamente trasformato nel 2011 dalla Legge Fornero, e oggi rappresenta un tema cruciale per milioni di lavoratori che si avvicinano all’età pensionabile.
La questione assume particolare rilevanza considerando che l’Italia destina oggi il 16,1% del Pil alle pensioni, la percentuale più elevata tra i paesi avanzati, con una spesa destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni.
Le Novità della Manovra 2026
Nel 2026, dal punto di vista dei requisiti delle pensioni ordinarie, non cambia nulla. Ma dal 2027 viene messo nero su bianco un inasprimento che avrà effetti negativi per i lavoratori. La legge di bilancio ha confermato il meccanismo di adeguamento biennale dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, uno dei pilastri della riforma Fornero.
Quota 103 e Opzione Donna non trovano spazio come proroga 2026. Nel racconto politico erano l’antitesi della Fornero, ma alla fine, nel testo, sono sparite dalla lista delle misure rinnovate. Chi ha maturato i requisiti entro il 2025 può ancora accedervi, ma dal 1° gennaio 2026 questi canali non sono più disponibili per nuovi ingressi.
I Requisiti Attuali e Futuri
Per le pensioni anticipate non cambierà nulla nel 2025, poiché i requisiti contributivi di 41 anni e 10 mesi per le donne e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini, rimarranno invariati fino al 31 dicembre 2026. Tuttavia, dal 2027 riprenderanno gli adeguamenti automatici che potrebbero aumentare questi requisiti di alcuni mesi.
Con la nuova Finanziaria l’Ape sociale viene estesa fino al 31 dicembre 2026 per chi ha i requisiti previsti (disoccupati, caregiver, invalidi, mansioni gravose, etc.), rappresentando una delle poche misure di flessibilità confermate.
Conclusioni: Il Futuro del Sistema Pensionistico
La manovra non tocca l’impianto della legge Fornero, non introduce nuove vie d’uscita generalizzate e non sterilizza il meccanismo che adegua requisiti ed età alla speranza di vita. Questo significa che la riforma del 2011 rimane il pilastro fondamentale del sistema previdenziale italiano.
Per i lavoratori italiani, questo si traduce in una prospettiva di requisiti pensionistici sempre più stringenti e importi delle pensioni potenzialmente più bassi. Sempre dal 2027, e sempre per effetto dell’aumento dell’aspettativa di vita, peggiorano anche gli importi delle pensioni. L’incremento della vita media incide infatti sui coefficienti di trasformazione.
La sfida per il sistema pensionistico italiano rimane trovare un equilibrio tra sostenibilità finanziaria ed equità sociale, in un contesto demografico caratterizzato da bassa natalità e invecchiamento della popolazione. La riforma Fornero, nonostante le numerose critiche, continua a rappresentare il riferimento principale per le pensioni italiane anche nel 2026 e negli anni a venire.