martedì, 13 Gennaio 2026
Non categorizzato 8 Gennaio 2026 3 min di lettura

Riscaldamento Stratosferico: L’Evento che Potrebbe Cambiare l’Inverno 2026

Che cos’è il riscaldamento stratosferico e perché è importante

Il riscaldamento stratosferico improvviso, noto anche come stratwarming, rappresenta uno degli eventi atmosferici più significativi per le previsioni meteorologiche invernali. Questo fenomeno complesso viene chiamato dai meteorologi Riscaldamento Stratosferico Improvviso, e si verifica quando le temperature nella stratosfera, a circa 30 chilometri di altitudine, aumentano rapidamente di diverse decine di gradi in pochi giorni.

La seconda metà di gennaio 2026 potrebbe segnare una svolta importante nella circolazione atmosferica emisferica, con le più recenti analisi modellistiche che convergono verso lo sviluppo di un nuovo riscaldamento stratosferico, un evento capace di indebolire il Vortice Polare e di modificare in modo sostanziale il tempo su Stati Uniti, Canada ed Europa tra fine gennaio e l’inizio di febbraio. Questo fenomeno non è semplicemente un dato tecnico: i suoi effetti possono propagarsi per settimane, influenzando profondamente le condizioni meteorologiche alle medie latitudini.

L’evento di metà gennaio 2026: un collasso annunciato

I modelli meteorologici indicano che un riscaldamento stratosferico improvviso si sviluppa sull’Artico a metà gennaio 2026, indebolendo il vortice polare e permettendo il rilascio di masse d’aria fredda verso le medie latitudini. Le simulazioni dei principali centri di calcolo internazionali mostrano segnali inequivocabili: intorno alla metà del mese si assiste a quella che tecnicamente si chiama “inversione dei venti zonali”, la firma inequivocabile di un Major Stratwarming.

Le simulazioni indicano la formazione di un anticiclone stratosferico e anomalie termiche molto elevate alle quote superiori, con scarti anche di 20-30°C rispetto alla media. Le temperature in stratosfera stanno per subire un’impennata di diverse decine di gradi in pochissimi giorni, un evento la cui magnitudo appare particolarmente significativa.

Conseguenze attese per l’Europa e l’Italia

Gli effetti di questo evento atmosferico non si manifesteranno immediatamente al suolo. C’è un tempo di propagazione che può variare dalle due alle tre settimane, quindi se il riscaldamento stratosferico raggiungerà il suo apice intorno al 10-15 gennaio, è ragionevole attendersi i primi veri effetti al suolo nella terza decade del mese, o forse addirittura all’inizio di febbraio.

Per l’Italia, le prospettive indicano possibili cambiamenti significativi. Se il riscaldamento stratosferico dovesse propagarsi verso i bassi strati (troposfera), potremmo assistere a un’ondata di gelo di matrice continentale, con aria che arriverebbe dall’Est (Siberia), portando temperature di diversi gradi sotto la media stagionale su tutta la Penisola.

I blocchi ad alta pressione sulla Groenlandia, stimolati dall’indebolimento stratosferico, reindirizzano i flussi dall’Atlantico verso configurazioni più meridionali, esponendo l’Europa all’aria polare attraverso corridoi norvegesi, con anomalie di temperatura fredda per Scandinavia e Isole Britanniche che raggiungono 4-6 gradi sotto la media nella seconda metà di gennaio.

Implicazioni e prospettive

Questo evento rappresenta molto più di una curiosità meteorologica. Il possibile riscaldamento stratosferico di metà gennaio 2026 non va letto come un singolo episodio, ma come l’avvio di una fase atmosferica più instabile e dinamica. Le ripercussioni potrebbero estendersi ben oltre il periodo immediato, condizionando l’andamento dell’inverno nelle sue fasi finali.

Per i settori economici sensibili alle condizioni meteorologiche, come agricoltura, energia e trasporti, la situazione richiede monitoraggio costante. La comunità meteorologica internazionale continua a seguire l’evoluzione con attenzione, aggiornando quotidianamente le previsioni mentre questo gigante atmosferico prepara il suo prossimo movimento a trenta chilometri sopra le nostre teste.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

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