Introduzione: Una giornata di protesta nel settore dei trasporti
Venerdì 16 gennaio 2026 ha segnato una nuova giornata di scioperi per il trasporto pubblico locale in diverse regioni italiane. La settimana dal 12 al 16 gennaio 2026 si è configurata come un periodo ad alta tensione per la mobilità, con agitazioni sindacali che hanno coinvolto studenti, pendolari e lavoratori in tutto il paese. Questa ondata di proteste riflette le tensioni nel settore dei trasporti e la necessità di confrontarsi su temi contrattuali e condizioni di lavoro.
Le mobilitazioni del 16 gennaio: territori e orari
Sono ben cinque le mobilitazioni previste per il 16 gennaio, che riguardano nel dettaglio il Molise, dove è previsto uno stop di cinque ore nel trasporto pubblico locale extraurbano, e le province di Catania, Enna e Palermo.
Sicilia: stop di 24 ore
In Sicilia, la situazione è stata particolarmente critica. In provincia di Catania, lo sciopero ha coinvolto il personale della società Etna Trasporti per 24 ore, indetto dal sindacato Osr Faisa-Cisal. Stop di 24 ore anche in provincia di Enna, dove la mobilitazione ha interessato il personale della società Interbus. A Palermo sono stati proclamati due scioperi di 24 ore promossi da Osr Faisa-Cisal, coinvolgendo i lavoratori della compagnia Segesta Autolinee e i dipendenti di Autoservizi Russo.
Molise: cinque ore di protesta
In Molise, la mobilitazione indetta congiuntamente dai sindacati Osr Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal ha avuto la durata di cinque ore, dalle 18 alle 23, coinvolgendo il personale dipendente delle aziende del trasporto pubblico locale extraurbano della regione.
Conclusioni: l’impatto sui cittadini e le prospettive future
Lo sciopero del 16 gennaio ha rappresentato un ulteriore capitolo di un mese di gennaio caratterizzato da numerose proteste nel settore dei trasporti. Le agitazioni sindacali hanno toccato settori chiave come scuola, aerei, ferrovie e trasporto pubblico locale. Per i cittadini, questi eventi hanno significato disagi nella mobilità quotidiana, con la necessità di pianificare anticipatamente gli spostamenti e verificare le fasce di garanzia. Le proteste evidenziano la necessità di un dialogo costante tra sindacati, aziende e istituzioni per garantire condizioni di lavoro adeguate senza penalizzare eccessivamente gli utenti del trasporto pubblico. Il calendario delle mobilitazioni di gennaio sottolinea l’importanza di monitorare le comunicazioni ufficiali per evitare inconvenienti durante gli spostamenti.