Introduzione: un ritrovamento che riscrive la storia
Il 19 gennaio 2026 segna una data storica per l’archeologia e l’architettura mondiale. A Fano sono stati scoperti i resti della basilica civica descritta da Vitruvio stesso nel suo trattato De architectura. Questa scoperta è di importanza eccezionale perché la Basilica di Fano rappresenta l’unico edificio che Vitruvio registrò di aver progettato ed eseguito personalmente, completato nel 19 a.C. Marco Vitruvio Pollione, autore del celebre trattato De Architectura, è considerato il teorico dell’architettura più importante della storia, e la sua opera è stata un pilastro fondamentale per l’architettura fino alla fine del XIX secolo.
La scoperta archeologica
Le fondamenta della basilica sono state identificate e portate alla luce in Piazza Andrea Costa, Fano, nel gennaio 2026. Dagli scavi sono emerse colonne di grandi dimensioni, con un diametro di cinque piedi romani (147-150 cm) e un’altezza di circa 15 metri, appoggiate a pilastri e lesene che sostenevano un piano superiore. Questo risultato fa parte di un percorso di ricerca in corso da anni: nel 2022 erano state trovate in Via Vitruvio imponenti strutture murarie e preziose pavimentazioni in marmo, indicative della presenza di edifici pubblici di alto livello.
L’importanza storica e culturale
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso l’importanza della scoperta dei resti della Basilica romana di Vitruvio, figura fondante dell’architettura occidentale, nato nell’antica Fanum Fortunae, oggi Fano. Per decenni, la Basilica di Fano era scomparsa così completamente che la sua esatta ubicazione era oggetto di congetture, sebbene fossero stati fatti vari tentativi di visualizzarla. La basilica fu distrutta durante l’invasione gotica di Fanum Fortunae nel 540 d.C., e da allora architetti e artisti hanno cercato di ricrearla in illustrazioni e modelli dal XV secolo.
Conclusioni: una scoperta destinata a fare storia
La scoperta della Basilica di Vitruvio a Fano rappresenta un momento cruciale per la comprensione dell’architettura romana e del genio di Vitruvio. Il ritrovamento è stato reso possibile grazie al ruolo decisivo della Soprintendenza, del Ministero della Cultura, del Comune di Fano, della Regione Marche, del Centro Studi Vitruviani e delle Università di Urbino e Politecnica. Questa scoperta non solo conferma l’esistenza fisica dell’unico edificio documentato progettato dal grande architetto romano, ma offre anche nuove opportunità per studiare e comprendere i principi dell’architettura classica. Per gli studiosi e gli appassionati di storia antica, questo ritrovamento apre una finestra unica sul passato glorioso dell’Impero Romano e sull’eredità duratura di Vitruvio.