La Scomparsa di un’Icona del Fumetto
Scott Adams, creatore della famosa striscia a fumetti Dilbert, è morto all’età di 68 anni dopo una battaglia contro il cancro alla prostata metastatico. La sua morte è avvenuta il 13 gennaio 2026 mentre era in hospice nella sua casa di Pleasanton. Adams aveva annunciato la sua diagnosi di cancro alla prostata metastatico nel maggio 2025, e nei giorni precedenti alla sua morte aveva aggiornato i fan sulle sue condizioni in rapido deterioramento.
L’Eredità di Dilbert
Dilbert fu pubblicato per la prima volta nel 1989, conquistando generazioni di lettori con la sua satira brillante sulla vita lavorativa negli uffici delle aziende. Entro il 1994, Dilbert era distribuito in oltre 400 giornali, diventando uno dei fumetti più amati d’America. Adams fu onorato dalla National Cartoonists Society con il prestigioso Reuben Award nel 1997, riconoscimento che lo collocò accanto a leggende come Charles M. Schulz e Gary Larson.
La Controversia e la Cancellazione
Negli ultimi anni, la carriera di Adams è stata segnata da forti polemiche. Dilbert fu cancellato dalla distribuzione nel 2023 dopo che Adams fece commenti razzisti. In un livestream del febbraio 2023, Adams descrisse le persone nere come un “gruppo di odio” e consigliò ai bianchi di “stare lontano dalle persone nere”. Quasi immediatamente, i giornali cancellarono Dilbert e il suo distributore, Andrews McMeel Universal, interruppe i rapporti con il fumettista.
Gli Ultimi Giorni e la Conversione
Nel suo messaggio finale, Adams annunciò di aver mantenuto una promessa fatta agli amici cristiani: convertirsi al cristianesimo, pur ammettendo di non essere un credente convinto. Adams scrisse: “Ho avuto una vita incredibile. Ho dato tutto quello che avevo” e chiese a chi aveva beneficiato del suo lavoro di “restituire il favore nel miglior modo possibile”. Il suo messaggio conclusivo riflette un uomo complesso che, nonostante le controversie, ha lasciato un segno indelebile nella cultura popolare americana attraverso Dilbert, una striscia che per decenni ha dato voce alle frustrazioni dei lavoratori di tutto il mondo.