giovedì, 29 Gennaio 2026
Non categorizzato 8 Gennaio 2026 3 min di lettura

SPID Poste diventa a pagamento nel 2026: tutto quello che devi sapere

Una svolta importante per l’identità digitale italiana

Dal 1° gennaio 2026 il servizio di SPID di Poste Italiane è a pagamento: costerà 6 euro all’anno, a partire dal secondo anno di attivazione. Questa decisione segna un cambiamento significativo per oltre 30 milioni di italiani che utilizzano quotidianamente l’identità digitale per accedere ai servizi della pubblica amministrazione. Lo SPID (acronimo che sta per Sistema Pubblico di Identità Digitale) è una credenziale digitale molto usata che permette di accedere a diversi siti della pubblica amministrazione, e Poste Italiane è uno dei fornitori principali.

Quanto costa e chi deve pagare

A partire dal rinnovo, l’accesso all’identità digitale avrà un prezzo fissato in 6 euro all’anno, Iva compresa. Ogni rinnovo comporterà il pagamento del canone, mentre il primo anno di attivazione resta gratuito. Per chi ha già attivato lo SPID, gli utenti che dispongono già di uno Spid rilasciato da Poste dovranno versare l’importo entro 30 giorni dalla data di scadenza del servizio, indicata nell’area personale o nell’app ufficiale. Il servizio resterà invece gratuito per alcune categorie: minorenni, persone con più di 75 anni, residenti all’estero.

Come effettuare il pagamento

Il versamento può essere eseguito online tramite la pagina dedicata di Poste Italiane: inserendo codice fiscale ed e-mail associata allo Spid, si riceverà un codice di sicurezza per procedere al pagamento elettronico. In alternativa, resta disponibile la modalità tradizionale, recandosi di persona presso un ufficio postale. Poste Italiane invierà una comunicazione via email 30 giorni prima della scadenza per ricordare agli utenti di rinnovare il servizio.

Cosa succede se non si paga

È bene sottolineare che, qualora la quota di 6 euro non fosse saldata entro i 30 giorni stabiliti dalla legge, lo Spid sarà sospeso temporaneamente. Se non si paga il canone annuale l’identità digitale resterà comunque attiva per 24 mesi dall’ultimo accesso: non si potrà però usufruire dei servizi SPID. Durante questo periodo è possibile riattivare il servizio pagando l’importo dovuto, altrimenti dopo i 24 mesi sarà necessario creare una nuova identità digitale.

Le motivazioni economiche e le alternative gratuite

I costi legati alla gestione dell’infrastruttura tecnologica dello Spid sono aumentati sensibilmente, mentre i finanziamenti pubblici destinati ai provider sono rimasti bloccati dal 2023 fino alla primavera del 2025. Poiché la modifica è stata introdotta unilateralmente, Poste consente agli utenti di recedere entro 30 giorni senza alcun costo e di rivolgersi a un altro gestore Spid. Per chi non vuole sostenere costi aggiuntivi, ci sono diverse opzioni per continuare ad accedere ai servizi online senza pagare: Carta d’Identità Elettronica (CIE): è un vero e proprio documento di identità digitale rilasciato dallo Stato, che permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione tramite l’app CieID senza costi aggiuntivi.

Conclusioni

L’introduzione del canone annuale per lo SPID di Poste Italiane rappresenta un cambiamento importante nel panorama dell’identità digitale italiana, allineando il principale provider agli standard già adottati da altri operatori del settore. Per i cittadini, è fondamentale valutare attentamente le proprie esigenze e considerare le alternative gratuite disponibili, come la Carta d’Identità Elettronica, che garantisce lo stesso livello di accesso ai servizi della pubblica amministrazione senza costi aggiuntivi. La digitalizzazione dei servizi pubblici continua a evolversi, e questa novità sottolinea l’importanza di rimanere informati sulle opzioni disponibili per gestire al meglio la propria identità digitale.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

Vedi tutti gli articoli →