sabato, 28 Marzo 2026
Non categorizzato 22 Febbraio 2026 2 min di lettura

Terapia fotodinamica: cosa è, come funziona e applicazioni cliniche

Introduzione

La terapia fotodinamica (PDT) è una tecnica terapeutica che combina un agente fotosensibilizzante, luce di una specifica lunghezza d’onda e ossigeno per indurre la distruzione selettiva di cellule patologiche. La rilevanza della terapia fotodinamica risiede nella sua capacità di trattare lesioni superficiali e alcune patologie locali con risultati cosmetici favorevoli e un approccio minimamente invasivo. Negli ultimi anni la PDT ha acquisito attenzione in dermatologia, oftalmologia e oncologia, oltre che come strategia antimicrobica in casi selezionati.

Come funziona

Meccanismo d’azione

La PDT sfrutta un fotosensibilizzante che, una volta assorbito dalle cellule bersaglio, viene attivato da luce a una lunghezza d’onda determinata. L’attivazione induce la formazione di specie reattive dell’ossigeno che causano danno cellulare diretto, danno vascolare e possono stimolare risposte immunitarie locali. Questo meccanismo consente di colpire in modo relativamente selettivo le cellule trattate, limitando l’interessamento dei tessuti sani circostanti.

Procedura

La procedura tipica prevede l’applicazione topica o la somministrazione sistemica del fotosensibilizzante, un periodo di incubazione per consentire l’accumulo nella lesione e quindi l’illuminazione con una sorgente luminosa adeguata. Dopo il trattamento è frequente una temporanea sensibilità alla luce che richiede precauzioni per alcune ore o giorni.

Applicazioni cliniche

Le indicazioni più consolidate includono il trattamento di cheratosi attiniche e di alcune forme superficiali di carcinoma basocellulare in dermatologia. In oftalmologia, agenti fotosensibilizzanti come il verteporfin sono impiegati per alcune forme di degenerazione maculare umida. In oncologia la PDT viene studiata e talvolta utilizzata per tumori superficiali o come trattamento palliativo; esistono inoltre applicazioni sperimentali in campo antimicrobico e nella gestione di infezioni locali.

Vantaggi e limiti

Tra i vantaggi vi sono la selettività, la minim invasività e il buon risultato estetico in molte lesioni cutanee. I limiti includono la penetrazione limitata della luce nei tessuti profondi, la necessità di gestione della fotosensibilità post-trattamento e l’efficacia variabile a seconda del tipo di lesione.

Conclusione e prospettive

La terapia fotodinamica rimane una opzione terapeutica importante per specifiche indicazioni cliniche, con un profilo di sicurezza e risultati estetici spesso favorevoli. Le ricerche in corso mirano a sviluppare nuovi fotosensibilizzanti, tecniche di illuminazione e combinazioni con altre terapie, come immunoterapia, per ampliarne l’efficacia. Per i pazienti interessati è consigliabile una valutazione specialistica per definire l’idoneità al trattamento e le precauzioni necessarie.

Luca Bianchi

Luca Bianchi

Luca Bianchi è giornalista presso Notizie Italia. Ha oltre 12 anni di esperienza nel giornalismo digitale ed è specializzato in politica, economia e società. I suoi articoli si basano su fonti verificate e dati ufficiali.

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