Introduzione: Perché il Terremoto a Napoli Preoccupa
L’area dei Campi Flegrei, situata nella zona occidentale di Napoli, continua a essere al centro dell’attenzione per l’attività sismica che la caratterizza. Il 14 gennaio 2026, due scosse di terremoto si sono verificate nell’area dei Campi Flegrei, riportando l’attenzione pubblica su un fenomeno che da anni interessa migliaia di residenti. La comprensione di questi eventi sismici è fondamentale per la popolazione locale e per chi vive nei quartieri occidentali di Napoli, dove il bradisismo – il lento sollevamento e abbassamento del suolo – continua a manifestarsi con scosse periodiche.
Le Scosse di Terremoto del 14 Gennaio 2026
La prima scossa, di magnitudo 2.5, è stata avvertita alle 9.03 a 4 km a est di Pozzuoli, a una profondità di 3 km. Una manciata di secondi dopo, si è verificata la seconda scossa di magnitudo 2.2, sempre a 4 km a est di Pozzuoli e a una profondità di 2 km. Le due scosse sono state distintamente avvertite dalla popolazione, in particolare a Pozzuoli tra Agnano e Bagnoli, quartieri della periferia Ovest di Napoli che rientrano nella caldera dei Campi Flegrei.
Uno sciame sismico ha colpito l’area dei Campi Flegrei questa mattina, generando allarme tra i residenti di Napoli e dintorni. Il Comune di Pozzuoli ha attivato immediatamente il monitoraggio attraverso la Protezione Civile locale per seguire da vicino l’evoluzione della situazione.
Il Fenomeno del Bradisismo ai Campi Flegrei
I Campi Flegrei sono una vasta area vulcanica attiva caratterizzata dal fenomeno del “bradisismo”: una deformazione del suolo che comporta fasi di lento abbassamento, alternate a fasi di sollevamento più rapido, accompagnate generalmente da terremoti superficiali e di bassa magnitudo. Nel 2005 è iniziata una nuova fase di sollevamento della caldera, ancora in atto.
Dati recenti mostrano un’evoluzione positiva: nell’ultima settimana, dal 5 all’11 gennaio 2026, c’è stata una diminuzione della velocità di sollevamento del suolo nei Campi Flegrei, che adesso è di 1,5 centimetri al mese, rispetto ai 2,5 centimetri al mese registrati dall’ottobre 2025. Complessivamente, nell’ultimo anno, dal gennaio 2025, il suolo nella caldera si è alzato di 22,5 centimetri.
Conclusioni: Monitoraggio e Prospettive per il Futuro
Gli scienziati forniscono rassicurazioni basate su recenti studi. Il sollevamento del suolo è legato al magma in profondità, ma servirebbero decenni prima di ipotizzare un evento eruttivo. Le condizioni attuali non risultano idonee a un evento eruttivo, secondo le analisi dell’INGV e dell’Università di Ginevra.
Per i residenti di Pozzuoli, Bacoli, Quarto e dei quartieri occidentali di Napoli, questo significa continuare a convivere con il fenomeno del bradisismo, ma con la consapevolezza che il sistema di monitoraggio è costantemente attivo. La situazione richiede attenzione continua, ma non panico: il bradisismo resta un fenomeno complesso da seguire, ma allo stato attuale non ci sono segnali che facciano pensare a un’eruzione a breve termine. La protezione civile e l’Osservatorio Vesuviano continuano a sorvegliare l’area 24 ore su 24, garantendo la sicurezza della popolazione.