Una Figura Divisiva del Giornalismo Italiano
Vittorio Feltri, ex direttore del Giornale e direttore editoriale, continua a essere una delle figure più controverse del panorama mediatico italiano. Nel corso del 2025, il giornalista bergamasco è stato protagonista di diverse vicende giudiziarie e polemiche che hanno suscitato ampie discussioni nell’opinione pubblica italiana.
La Condanna per Molestia Discriminatoria
Il Tribunale di Torino ha condannato Vittorio Feltri per “molestia discriminatoria” basata su ragioni di nazionalità, etnia e religione, riguardante dichiarazioni rilasciate alla trasmissione radiofonica La Zanzara il 28 novembre 2024. Il giudice ha condannato Feltri a risarcire l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) con 20 mila euro e a pubblicare la sentenza sul Corriere della Sera. Questa sentenza rappresenta uno dei momenti più significativi della carriera del giornalista.
La Sospensione dall’Ordine dei Giornalisti
Vittorio Feltri è stato sospeso per quattro mesi dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Tuttavia, il provvedimento è stato congelato in attesa del pronunciamento del Consiglio nazionale dell’Ordine, a cui Feltri ha fatto ricorso. La vicenda solleva interrogativi sulla deontologia professionale e sui limiti della libertà di espressione nel giornalismo contemporaneo.
Il Caso Garlasco e Altri Interventi Pubblici
La posizione di Vittorio Feltri sul delitto di Garlasco non cambia da oltre quindici anni: il giornalista è certo dell’innocenza di Alberto Stasi e ha condotto una battaglia personale per lui. Recentemente, il giornalista ha anche sorpreso commentando “Per la prima volta sono d’accordo con Landini” riguardo a una controversia sui licenziamenti nella grande distribuzione.
Significato e Prospettive
Le vicende di Vittorio Feltri nel 2025 evidenziano il delicato equilibrio tra libertà di espressione e responsabilità giornalistica. La sospensione, se confermata, rappresenterebbe una delle più gravi sanzioni disciplinari inflitte negli ultimi anni a un giornalista di primo piano. Queste controversie sollevano questioni cruciali sul ruolo dei media nella società contemporanea e sui limiti etici del giornalismo d’opinione, temi destinati a rimanere centrali nel dibattito pubblico italiano.